Per la prima volta ricostruita la configurazione originale della lastra bronzea dedicata ai Severi nel 203 d.C. Un progetto innovativo che unisce archeologia, scansioni tridimensionali e Intelligenza Artificiale.

di P. Cantatore

Una preziosa testimonianza della Roma imperiale torna a mostrarsi nel suo aspetto originario grazie alle nuove tecnologie digitali. Dal 4 novembre 2026 al 31 marzo 2027, i Musei Capitolini ospitano, nella Sala degli Imperatori di Palazzo Nuovo, un allestimento temporaneo dedicato alla celebre lastra bronzea con dedica dei Vigili alla dinastia dei Severi.

Grazie a un innovativo progetto che combina ricerca archeologica, scansioni tridimensionali e Intelligenza Artificiale, sarà possibile ammirare per la prima volta una ricostruzione virtuale del manufatto così come appariva nel 203 d.C., anno della sua realizzazione. Il lavoro ha inoltre permesso di confermare scientificamente che il busto originale di Settimio Severo, oggi conservato al British Museum di Londra, appartiene proprio alla lastra custodita a Roma.

L’iniziativa è promossa da Roma Capitale, attraverso l’Assessorato alla Cultura e la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, in collaborazione con il Dipartimento di Culture e Civiltà dell’Università di Verona.

Una storia lunga oltre 1.800 anni

La lastra bronzea, rinvenuta a Trastevere nel XVII secolo, reca un’iscrizione dedicata all’imperatore Settimio Severo, ai figli Caracalla e Geta, alla famiglia imperiale e al Genio della Centuria. La dedica fu realizzata nel 203 d.C. da sedici Vigiles, appartenenti al corpo incaricato della sorveglianza notturna e dello spegnimento degli incendi nell’antica Roma.

L’iscrizione celebrava il riconoscimento ottenuto dai sedici uomini, entrati a far parte degli aventi diritto alla distribuzione pubblica di frumento dopo tre anni di servizio.

Nel corso dei secoli, tuttavia, il manufatto ha subito profonde trasformazioni. Dopo l’uccisione di Geta per mano del fratello Caracalla, nel 211 d.C., il suo nome e il suo ritratto furono cancellati in seguito alla damnatio memoriae, la condanna della memoria decretata nei suoi confronti.

Anche le successive vicende antiquarie hanno contribuito a modificare l’aspetto della lastra. Dopo il ritrovamento, il busto originale di Settimio Severo venne sottratto e venduto nel 1873 al British Museum di Londra, dove è tuttora conservato. Al suo posto fu collocata una testina moderna.

Due ricostruzioni 3D per riscoprire il passato

Il nuovo allestimento propone la lastra originale affiancata da due riproduzioni tridimensionali in resina, realizzate a partire dalle scansioni 3D e successivamente restaurate digitalmente.

La prima ricostruzione restituisce l’aspetto originario del monumento, precedente alla cancellazione della memoria di Geta. Sono così nuovamente visibili i tre busti imperiali: Settimio Severo al centro, Caracalla a destra e Geta a sinistra. Anche il testo dell’iscrizione, nella parte cancellata, è stato ripristinato, mentre il ritratto di Geta è stato ricreato attraverso l’Intelligenza Artificiale.

La seconda riproduzione riprende invece il disegno pubblicato nel 1650 dallo studioso Cassiano Dal Pozzo nel Museum Chartaceum. Questa versione documenta una fase successiva della storia del manufatto, quando il nome e il busto di Geta erano già stati eliminati e sostituiti con l’immagine di un Genio, divinità protettrice della Centuria. Anche questa figura è stata ricostruita digitalmente con l’ausilio dell’Intelligenza Artificiale. Oggi, al suo posto, sulla lastra originale si trova un busto femminile moderno.

Entrambe le riproduzioni presentano inoltre il busto di Settimio Severo, ricreato digitalmente attraverso la scansione dell’originale conservato a Londra. Proprio il confronto tridimensionale tra i due reperti ha permesso di confermare il collegamento tra il busto e la lastra romana, fornendo una prova scientifica attesa da tempo.

Un dialogo tra archeologia, arte e innovazione a Palazzo Nuovo

L’esposizione rappresenta anche un’occasione per riscoprire la ricchezza dei Musei Capitolini e, in particolare, di Palazzo Nuovo, inaugurato nel 1734 da papa Clemente XII e realizzato sulla base del progetto michelangiolesco per completare il disegno della piazza del Campidoglio.

Nella Sala degli Imperatori, che ospita una straordinaria collezione di 67 ritratti di imperatori romani e membri delle famiglie imperiali, la lastra bronzea e le sue ricostruzioni tridimensionali saranno collocate in corrispondenza dei busti di Caracalla e Geta.

Si crea così un interessante confronto tra testimonianze epigrafiche e ritrattistica imperiale, offrendo ai visitatori una nuova chiave di lettura della storia romana.

Un progetto che dimostra come le tecnologie digitali e l’Intelligenza Artificiale possano diventare strumenti preziosi per la ricerca archeologica e la valorizzazione del patrimonio culturale, restituendo nuove informazioni su opere antiche e permettendo al pubblico di riscoprirle in una prospettiva inedita.

La mostra sarà visitabile ai Musei Capitolini, nella Sala degli Imperatori di Palazzo Nuovo, dal 4 novembre 2026 al 31 marzo 2027.

Info per il pubblico

Musei Capitolini, Palazzo Nuovo

Piazza del Campidoglio 1 – Roma

Orario: tutti i giorni ore 9.30-19.30 (24 e 31 dicembre ore 9.30-14.00; 1° gennaio ore 11.00-20.00: chiuso il 25 dicembre). Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura.

Tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00-19.00); http://www.museicapitolini.org; http://www.museiincomuneroma.it