La mostra“Pulchrum”riunisce, per la prima volta in Italia, oltre ottanta fotografie in bianco e nero, alcune delle quali inedite, realizzate dagli anni Settanta ad oggi da José Ramón Cuervo-Arango(Gijón,1947), uno dei più importanti fotografi spagnoli contemporanei noto a livello internazionale. L’esposizione, organizzata dall’Instituto Cervantes di Romanella sede della Sala Dalí dal 12 novembre2026 al 16 gennaio 2027per la quale è stata concepita ad hoc, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura, alla Politica Linguistica e allo Sport del Principato delle Asturie, l’Ambasciata di Spagna in Italia,il Comune di Gijón, la Fondazione Cajastur, è a cura di Sara Moro e sarà inaugurata giovedì 12novembre 2026 alle ore 18.00.L’opera del grande fotografo asturiano José Ramón Cuervo-Arango è presente nelle collezioni di tutto il mondo come la Bibliothèque Nationale di Parigi, il Musée National d’Art Moderne Centre Pompidou, il Fotografie Forum di Francoforte sul Meno, il Centro Studi e Archivio della Comunicazione (Università di Parma), la Manfred Heiting Collection (Museum of Fine Art, Houston) e la Biblioteca Nazionale(Madrid). Nel contempo il suo lavoro si trova anche in istituzioni e collezioni asturiane come il Museo. Jovellanos (Gijón), la Fundación Princesa de Asturias, il Consiglio Generale del Principato e il Museo di Belle Arti delle Asturie.
Come sottolinea la curatrice Sara Moro,José Ramón Cuervo-Arango“ riesce a esaltare il valore estetico, simbolico e persino sentimentale di ciascuno degli elementi che sceglie – siano essi persone, animali, paesaggi o oggetti – e che decide di elevare attraverso la sua macchina fotografica. In tutti emerge la medesima intenzionalità: quella che li spoglia dei valori convenzionali per donargliene altri nuovi e affascinanti. Vi è anche, nella sua volontà creativa, il desiderio di concentrare in un’immagine i cosiddetti trascendentali dell’essere, vale a dire il bene, il vero e il bello.” La mostra“Ospitare a Roma la mostra di José Ramón Cuervo-Arango rappresenta per l’Instituto Cervantes una soddisfazione davvero speciale. Non solo perché ci consente di presentare al pubblico italiano l’opera di una delle figure più singolari e ammirate della fotografia spagnola contemporanea, ma anche perché questo progetto è il risultato di un’esemplare sinergia di volontà e di collaborazione istituzionale che dimostra fino a che punto la cultura sia capace di generare spazi di incontro, dialogo e intesa.
”Queste le emblematiche parole di Ignacio Peyró, Direttore dell’Instituto Cervantes di Roma.Medico di professione, José Ramón Cuervo-Arango compra la sua prima macchina fotografica intorno al 1970. Comincia allora un percorso di formazione autodidatta che lo porta, già alla fine di quel decennio, a trovare un linguaggio molto personale in cui l’interpretazione della luce dell’immagine -per l’artista, vera e propria creatrice – si consolida come l’essenza del suo fare fotografico. Lo sguardo di Cuervo-Arango concentra la sua attenzione, principalmente, sulla natura. Una natura sacra, pura, inesauribile e infinita. “Sono singolarmente attratto dalla Natura, dove trovo una fonte inesauribile di significato, mistero e piacere, in sintonia con uno spirito romantico e incline a mostrare le sue emozioni.”(José R. Cuervo-Arango).Uno spazio di ispirazione pieno di significato, di enigma, dove il fotografo trova una costante ispirazione che non solo traccia un percorso nella sua vita, ma lo collega a tutto un insieme di riferimenti musicali, letterari e poetici che arricchiscono un mondo molto personale.
Vanessa Gutiérrez González, Assessore alla Cultura, alla Politica Linguistica e allo Sport del Principato delle Asturie, evidenzia come“le Asturie sono molto presenti in questo percorso. Le troviamo in molti dei paesaggi che compongono l’immaginario di Cuervo-Arango, in determinate atmosfere e nella sensibilità con cui osserva tutto ciò che lo circonda. Tuttavia, una delle principali virtù della sua opera risiede nella capacità di trasformare ciò che è vicino in qualcosa di universale.” Accanto alla natura, anche il ritratto gioca un ruolo molto importante all’interno del suo corpus creativo. In questo senso, l’infanzia, vista attraverso coloro che forgiano i legami affettivi più profondi, insieme ad altri volti significativi per il fotografo, costituiscono il secondo pilastro tematico del lavoro di Cuervo-Arango. Immagini che parlano di verità, di tempo tangibile e, allo stesso tempo, fugace. Infine, José R. Cuervo-Arango rivolge il suo sguardo a diversi oggetti che, categorizzati come nature morte, completano il suo mondo. Un esempio raffinato è la fotografia intitolata Pequeño Capodimonte(2012), che funziona come un vero e proprio ritratto, poiché in quel insignificante oggetto di ceramica sembra racchiusa tutta la bellezza e la purezza della creazione.
“I paesaggi umili vengono trattati dal fotografo asturiano con lo stesso rispetto e la stessa devozione riservati a quelli più grandiosi. Allo stesso modo, un piccolo oggetto acquisisce ai suoi occhi la grandezza di un idolo. È per questo che la magia del suo sguardo risiede precisamente nella capacità di elevare ciò che è più profano a vette di alta solennità.”(S. Moro).La mostra raccoglie una selezione della produzione fotografica di José R. Cuervo-Arango che permetterà al visitatore di attraversare tutte le sue fasi, con immagini che risalgono agli anni Settanta -punto di partenza della sua attività fotografica – fino ad arrivare al presente. Un percorso vitale in cui sono presenti i tre gruppi tematici e dove sarà possibile vedere, per la prima volta, fotografie fino adora mai esposte. Il percorso espositivo non sarà, tuttavia, cronologico, ma si svilupperà attraverso rimandi e suggestioni.
L’Ambasciatore di Spagna in Italia Miguel Fernández-Palacios: “Confido che questa esposizione consenta ai visitatori di addentrarsi in un mondo visivo di straordinaria profondità e delicatezza e che contribuisca, ancora una volta, a rafforzare i legami culturali che uniscono la Spagna e l’Italia attraverso il linguaggio universale dell’arte. ”Il progetto espositivo si completa con la pubblicazione di un catalogo che raccoglierà una selezione delle opere che compongono la mostra: non solo quelle inedite e quelle mai pubblicate fino ad ora, ma anche alcune delle fotografie che si sono consolidate come capolavori all’interno dell’insieme realizzato da Cuervo-Arango. A presentare la figura e l’opera di José R. Cuervo-Arango e spiegare la profondità del suo lavoro, il libro comprenderà i testi di S.E.
L’Ambasciatore di Spagna in Italia Miguel Fernández-Palacios, Vanessa Gutiérrez González, Assessore alla Cultura, alla Politica Linguistica e allo Sport del Principato delle Asturie, Ignacio Peyró, Direttore dell’Instituto Cervantes di Roma, Alfonso Palacio, Direttore aggiunto di conservazione e ricerca del Museo del Prado e iniziatore di questo progetto, e Sara Moro, curatrice della mostra. Come afferma Alfonso Palacio“ Le sue fotografie dovrebbero dunque essere considerate come piccole epifanie o momenti di illuminazione di quel «sottile e complesso Ordine che percepisco nell’Universo», come ama affermare lo stesso artista, «di aspetto spesso caotico, ma privo di discontinuità, dove ogni elemento è in relazione con tutti gli altri». ”Aggiunge Juan Manuel Bonet, ex Direttore del Museo Reina Sofía:“puro fotografo, ma con una biblioteca attaccata alla camera oscura.”
Così si racconta lo stesso José Ramón Cuervo-Arango:“Sono nato a Gijón, nelle Asturie, il 23 luglio1947. Ho frequentato il Liceo dei Gesuiti di questa città e, spinto dalla tradizione familiare, ho studiato Medicina all’Università di Salamanca. Gli anni universitari sono stati di grande importanza perché mi hanno offerto un nuovo ambiente, più liberale, facilitando lo sviluppo di vari interessi personali e contribuendo ad ampliare e solidificare la mia scala di valori.
Un compito impegnativo in termini di tempo e sforzo, che si è concretizzato nella comprensione progressiva di cosa sia realmente la motivazione, la creatività, la comunicazione e la vita come un insieme unitario. L’arte è, nel suo senso più ampio, una celebrazione dell’essere vivi e un artista deve proiettare le proprie esperienze e il proprio atteggiamento verso la vita se vuole lasciare dietro di sé un messaggio universale e unico. Lamia integrazione nella filosofia di questi concetti è assolutamente centrale nella mia vita.
Anche se, a mio parere, qualsiasi modo di esprimere la necessità creativa ha lo stesso valore, sono arrivato alla fotografia senza conoscere bene le ragioni del suo potente fascino. Sono autodidatta. Ricordo di aver comprato la mia prima fotocamera verso il 1970 e di aver scattato le prime immagini senza un’intenzione particolare o conoscenza del mezzo. Negli ultimi anni di quel decennio il crescente interesse e una percezione più matura configurano una visione più ricca e definita e prendo coscienza di un fermo impegno con questa affascinante forma di interpretare la Luce, vera creatrice dell’immagine e essenza del fare fotografico.
Per quanto riguarda il mio lavoro, non è necessario che faccia lunghi commenti. Devo solo dire che mi sento profondamente motivato dal fine e complesso ordine che percepisco nell’Universo, di aspetto spesso caotico, ma senza discontinuità, dove ogni elemento è collegato a tutti gli altri. Lo scopo è comprendere e celebrare e in questo senso mi attrae singolarmente la Natura, dove trovo una fonte inesauribile di significato, mistero e piacere, in sintonia con uno spirito romantico e incline a mostrare le proprie emozioni.
Può benissimo essere la ricerca dell’Armonia, della Forma, della Bellezza, essenze di uno stesso principio, di ciò di cui sto parlando. La Musica è una forza dominante nella mia vita, i suoi ritmi, le sue armonie e le sue varie risoluzioni appaiono nella mia opera come riflessi in uno specchio. Infine, queste righe non vogliono essere altro che alcune chiavi sul cosa e il perché delle mie fotografie, esse sono davvero la mia espressione.
Il resto dipende dall’osservatore, includendomi come tale.
Sede: Instituto Cervantes di Roma, Sala Dalí, Piazza Navona 91, RomaPeriodo:12 novembre 2026 – 16 gennaio 2027
Orario:da martedì a venerdì dalle 13.00 alle 20.00; sabato dalle 12.00 alle 20.00; domenica e lunedì chiuso
Ingresso libero Per informazioni: tel +39 06 6861871 Sito:https://roma.cervantes.es/it/
