Il Museo delle Mura ospita dal 30 ottobre 2026 al 31 gennaio 2027 la mostra Correnti Sotterranee. Le stratificazioni del tempo e della memoria, personale di Marina Baciocchi.

di P. Cantatore

Promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria di Roma Capitale, Sovrintendenza Capitolina ai beni Culturali con i servizi museali a cura di Zètema Progetto cultura, la personale di Marina Baciocchi si inserisce in un luogo simbolico, caratterizzato da un’imponente stasi e da una memoria pietrificata.

Proprio sotto la superficie di queste antiche fortificazioni scorrono i fiumi ininterrotti della storia, del tempo e del ricordo che ispirano l’esposizione, un invito a percepire questi movimenti invisibili attraverso un’indagine profondamente materica su ciò che è celato al visibile.

L’artista trasforma la tela in un palinsesto stratificato. L’uso di pigmenti pesanti, calce e gesso rievoca la stratigrafia archeologica e l’accumulo geologico, dando vita a texture che si configurano come veri e propri diagrammi tattili di epoche sovrapposte.

Correnti Sotterranee di Marina Baciocchi evoca lacerti di città, scorci di paesaggi interni, frammenti di memoria che affiorano dall’inconscio collettivo e individuale. L’architettura è suggerita e filtrata dal ricordo in modo evocativo, offrendo al visitatore la sensazione di trovarsi di fronte a ruderi mai visti prima. E’ la forza della materia pittorica, dei colori stratificati a celebrare l’inesorabile potenza della storia che pure plasma ancora il presente, suggerendo di scavare con lo sguardo oltre le pareti visibili, per raggiungere il cuore pulsante e nascosto dell’Urbe.

La mostra sarà arricchita da due reading poetici, a cura di Silvia Luminati, in programma sabato 31 ottobre e sabato 12 dicembre.

Marina Baciocchi è un’artista profondamente visiva la cui ricerca si concentra sulla trasformazione della materia in memoria. Le sue opere sono soprattutto profondamente legate all’espressione tattile, alla stratificazione, ad un incessante dialogo tra il tempo geologico e storico. Formatasi all’Istituto d’arte di Roma e alla scuola delle Arti Ornamentali San Giacomo di Roma, Baciocchi dimostra una maturità e unicità di linguaggio che si esprime utilizzando diversi supporti – spesso trattati con impasti di pigmento, gesso, e leganti terrosi – trasformandosi in “pagine di tufo” o “muri del subconscio”.

Le sue opere trascendono la rappresentazione figurativa, evocano e richiamano piuttosto, architetture interiori e accenni di città perdute, dove il passato non è riprodotto, ma sentito con una sensibilità quasi esoterica. Attraverso un processo che può essere paragonato a quello dello scavo archeologico, della sedimentazione, l’artista riporta in superficie le “correnti sotterranee” che fluiscono sotto la superficie del quotidiano. Le sue tele portano su una superficie piana le testimonianze di una storia intima e universale, invitando l’osservatore a decifrare l’impronta lasciata dal tempo sulla materia.

Le sue opere sono esposte in gallerie e sedi istituzionali in Italia e all’estero, ottenendo numerosi riconoscimenti proprio per la capacità di saper fondere un rigore concettuale all’immediatezza emozionale del gesto materico.