La mostra“Raffaela Mariniello. Terra Fertile, Terra di Lavoro, Terra dei Fuochi”,a cura di Francesca Fabiani,ospitata presso l’ICCD – Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione a Roma dal 22 ottobre 2026 al 12febbraio 2027, costituisce l’esito di un progetto di committenza fotograficaassegnato dall’ICCD a Raffaela Mariniello(Napoli, 1961) sui territori attraversati dal Volturno. La mostra, un’esposizione “immersiva” con stampe di grande formato,light box, video, wall paper, conclude la programmazione espositiva annuale e riconferma l’impegno dell’Istituto nelvalorizzare la fotografia contemporanea facendo entrare le opere di Raffaela Mariniello in una delle collezioni di fotografiapubblica più importanti in Italia.

Un viaggio lungo il maggiore fiume dell’Italia meridionale, in un succedersi di mondi naturali e umani di cui la fotografarestituisce tutta la ricchezza e le contraddizioni. Il titolo “Terra Fertile, Terra di Lavoro, Terra dei Fuochi”, la fotografanapoletana lo chiarisce così:“Oltre ad essere una delle aree agricole più fertili del Mediterraneo grazie alla presenzadell’acqua e alla natura vulcanica dei terreni, questa terra è storicamente caratterizzata da una notevole produttività,soprattutto intorno alla Reggia di Caserta con quelli che furono gli opifici borbonici e la seta di San Leucio.

Ma per questearee si parla anche di“Terra dei fuochi”per indicare quell’ampia area tra Napoli e Caserta segnata dai roghi di rifiutitossici e dalle conseguenti emergenze ambientali.”Accompagna la mostra il libro edito da Artem con testi di Carlo Birrozzi, Francesca Fabiani, Raffaela Mariniello, AntonioPascale, Angela Tecce, e con la grafica dello studio CH RO MO. Il volume è stato concepito non come un semplicecatalogo di mostra, ma come un racconto di viaggio, in parole e immagini, lungo il Volturno.Raffaela Mariniello, una delle più note fotografe italiane della sua generazione, si accosta alla fotografia all’inizio deglianni Ottanta. Documenta la nascita del Centro Direzionale di Napoli e tra il 1992 e il 1995 espone a Napoli, Milano,Nantes, Calais e Parigi il suo lavoroBagnoli, una fabbrica.

Sperimenta nuovi linguaggi che si traducono nellarealizzazione di video ed istallazioni e nel 2001 realizza la serieNapoli veduta immaginaria.Estende i confini della ricercainSouvenirs d’Italie(2006-2011) immortalando alcuni fra i luoghi più iconici del Bel Paese inquinati dalla presenza dielementi artificiali e kitsch. Di questi anni sono gli incarichi istituzionali che attestano la presenza della fotografa sullascena del contemporaneo:Atlante italiano 003, prima committenza sul paesaggio della DARC (Ministero della Cultura),cui segue nel 2006Cantiere d’autoreper documentare la costruzione del MAXXI di Zaha Hadid e nel 2009 il progettoUN:IT UNESCOItaliadel MiC in cui è invitata a ritrarre il sito archeologico di Paestum. Nel 2013-2014 torna su Bagnolicon un lavoro fotografico e con il videoStill in lifeche prende forma dalle ceneri del complesso di Città della Scienza,distrutta da un incendio doloso l’anno precedente. Segue nel 2022 la realizzazione del suo primo lungometraggioZioRiz:una narrazione lungo il corso del fiume Volturno dalla sorgente alla foce attraverso i territori di Molise e Campania.Leopere di Raffaela Mariniello sono conservate in importanti istituzioni italiane ed estere fra cui:Museo MADRE e Museo diCapodimonte, Napoli; Fondazione per l’arte contemporanea Sandretto Re Rebaudengo, Torino;ICCD_Istituto Centraleper il Catalogo e la Documentazione, Roma; Bibliothèque National de France, Maison Européenne de la Photographie eFonds National d’Art Contemporain, Parigi.

Intervengono: Carlo Birrozzi,Direttore dell’ICCD – Istituto Centrale per il Catalogo e la DocumentazioneFrancesca Fabiani,Responsabile dell’Area Fotografia Contemporanea dell’ICCD –Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione e curatrice della mostraRaffaela Mariniello,Fotografa