Esistono luoghi dove l’arte non si limita a decorare una parete, ma diventa un ponte tra il cielo e la terra, tra la memoria e il presente. A Nardò, nel cuore pulsante del Salento, è apparso un nuovo punto di riferimento spirituale e visivo: un imponente murale dedicato a Franco Battiato, firmato dall’artista locale Kabo (Pierpaolo Gaballo).
L’opera sorge in un contesto non casuale: la zona 167 di Nardò. Qui, la Street Art smette di essere solo estetica per farsi rigenerazione urbana. Il cemento grigio dei palazzi popolari cede il passo ai colori e alla poesia, trasformando il quartiere in un museo a cielo aperto dove l’arte è di tutti e per tutti.
Kabo, artista neretino noto per il suo tratto grafico pulito e simbolico, ha scelto di ritrarre il Maestro catanese non solo come musicista, ma come l’asceta e il ricercatore che è sempre stato.
Nel murale, il profilo di Battiato emerge con la sua iconica saggezza. Non è un semplice ritratto didascalico; è un’esplosione di geometrie e suggestioni che richiamano la sua filosofia.
L’uso sapiente dei colori e delle linee fluide sembra evocare le sue “correnti gravitazionali”. Guardando l’opera, si ha quasi l’impressione di sentire in sottofondo le note di E ti vengo a cercare o La cura. Kabo è riuscito a catturare quell’essenza eterea, quel misto di spiritualità orientale e radici mediterranee che ha reso Battiato un artista universale.
Sebbene Battiato fosse profondamente legato alla sua Sicilia, la sua musica ha sempre abitato tutto il Sud del mondo. Il Salento, terra di approdi e di spiritualità arcaica, è il palcoscenico perfetto per questo omaggio.
Nardò, con questa operazione, conferma la sua vocazione di città che sa guardare al futuro senza dimenticare i suoi maestri. L’opera di Kabo invita i passanti a fermarsi, a staccare gli occhi dallo smartphone e a cercare, anche solo per un istante, quel “centro di gravità permanente” che Battiato ci ha insegnato a inseguire
Se vi trovate a passare per il Salento, non limitatevi alle spiagge cristalline o al barocco del centro storico. Spingetevi verso la periferia di Nardò. Cercate lo sguardo di Battiato sulla parete.
Vivere l’arte significa proprio questo: lasciarsi sorprendere dalla bellezza dove meno ce lo aspettiamo e riscoprire, attraverso un muro colorato, che “tutto l’universo obbedisce all’amore”.
