Martedì 16 giugno 2026 ore 18.00

Tutti i viaggiatori hanno un debito con la geografia spirituale dell’Italia, quella mappa di luce, arte e rovine che a partire dal XVIII secolo ha trasformato il viaggio in una forma di rivelazione estetica e intima. Il mondo ispanico non fa eccezione a questo fascino, dopo aver rivolto per generazioni il proprio sguardo verso Roma e l’Italia, non solo per ammirarne il passato classico, ma per trovare in esse uno specchio delle proprie passioni e contraddizioni. Martedì 16 giugno 2026 alle ore 18.00 presso la Sala Dalì dell’Instituto Cervantes di Roma María Belmonte, scrittrice, e Juan Claudio de Ramón, scrittore e diplomatico, si confronteranno sul tema «Nuestro» Grand Tour: Visioni di Roma e dell’Italia nella Spagna contemporanea. L’ingresso è libero.

Insieme a due delle voci più lucide e suggestive della saggistica colta in lingua spagnola, si parlerà del  fecondo dialogo tra l’Arcadia tanto vagheggiata e la vibrante realtà dell’Italia di oggi —un Grand Tour contemporaneo che non cerca più solo la bellezza estetica, ma la vita che pulsa nei suoi angoli. La conversazione si articolerà attorno al fascino mediterraneo della penisola italica.

María Belmonte, autrice di Peregrinos de la belleza (Pellegrini della bellezza), ci parlerà dell’impronta che Roma e l’Italia hanno lasciato nei creatori che hanno cercato nel sud una patria alternativa, mentre Juan Claudio de Ramón, autore di Roma desordenada (Roma disordinata), ci regalerà una cronaca vitale della Città Eterna. Un’opportunità unica per guardare all’Italia
con gli occhi ispanici di oggi.

“Conosci tu il paese dove fioriscono i limoni?/Nel verde fogliame splendono arance d’oro/Un vento lieve spira dal cielo azzurro/Tranquillo è il mirto, sereno l’alloro/Lo conosci tu?/Laggiù, laggiù/Vorrei con te, o mio amato, andare!” Questa la poetica descrizione del Bel Paese nel celebre “Viaggio in Italia” di Goethe, resoconto del Grand Tour dello scrittore in Italia tra il 1786 e il 1788.
Il Grand Tour era un viaggio intrapreso da aristocratici e intellettuali europei, principalmente nel XVII e XVIII secolo, con l’Italia come meta principale per approfondire cultura, arte e storia. Divenne popolare tra i giovani aristocratici europei, che desideravano completare la loro educazione attraverso l’esplorazione culturale. L’Italia, con la sua ricca eredità storica e artistica, era considerata la tappa fondamentale di questo viaggio. Durante il Grand Tour, i viaggiatori visitavano città storiche, siti archeologici e opere d’arte, apprendendo le tradizioni culturali e politiche dei luoghi visitati. Le principali città italiane incluse nel Grand Tour erano: Roma, considerata la “caput mundi”, una tappa imprescindibile per la sua storia antica e le sue opere d’arte, come il Colosseo e la Cappella Sistina; Firenze, celebre per il Rinascimento; Venezia con i suoi canali, la sua architettura unica, la sua atmosfera incantata; Napoli, con i Campi Flegrei e il Vesuvio.

Sono davvero libri di viaggio? Alla domanda di un giornalista in un’intervista di qualche tempo fa, María Belmonte risponde: “Questo genere ha avuto un boom nel secolo scorso con la cosiddetta Scrittura di Viaggio o letteratura di viaggio della tradizione anglosassone. Ci sono nomi mitici come Bruce Chatwin, Patrick Leigh Fermor, Paul Theroux, Robert Macfarlane e molti altri.

All’epoca c’erano ancora migliaia di luoghi da visitare e da scoprire ai lettori, come la Patagonia, il Borneo, l’Himalaya o persino il Marocco di Paul Bowles” spiega e aggiunge che i suoi libri non appartengono a quella tradizione “e la prova è che alcuni librai non sanno molto bene in quale sezione della libreria collocare i miei libri. Sono davvero libri di viaggio? Non so davvero come classificarli nemmeno io, e penso che sia fantastico.”

L’impronta dei viaggiatori del Grand Tour, precursori di questa lunga tradizione, è perdurata fino ad oggi, e María Belmonte dedica il libro Pellegrini della bellezza ai loro ultimi sostenitori: “Nel corso degli anni, grazie a una lettura e ricerca incessanti, ho conosciuto i personaggi che compaiono in questo libro, che ho chiamato “pellegrini di bellezza”. Sono stati i miei mentori acuti e illuminati, che hanno affinato il mio sguardo, ampliato la mia percezione e guidato i miei passi attraverso il Mediterraneo.”

D’altra parte, il libro Roma disordinata di Juan Claudio de Ramón, permette di essere voyeur della nostra stessa storia. Dalle tombe degli Etruschi alla quotidiana Via Veneto, da Nerone a Pasolini, passando per Caravaggio, Bernini, Borromini e Winckelmann – con una tappa spagnola ad Alberti, Zambrano o Goya – questo è un libro che mira a rimettere insieme le pietre di una muratura eterna per raccontare di nuovo tutto sulla Caput mundi.

María Belmonte Barrenechea, nata a Bilbao nel 1953, ha studiato Storia all’Università di Deusto e Antropologia all’Università Autonoma di Barcellona. Nel 1995 ha conseguito il dottorato presso il Dipartimento di Antropologia Sociale dell’Università dei Paesi Baschi (San Sebastián) con una tesi sulla Storia delle Religioni. Lavora come traduttrice tecnico-letteraria. Ha pubblicato per Acantilado Pellegrini della bellezza (2009), Viaggiatori attraverso Italia e Grecia (2015), I sentieri del mare. Un viaggio a piedi (2017), Nella Terra di Dioniso (2021), Il mormorio dell’acqua (2024).

Juan Claudio de Ramón (Madrid, 1982) è uno scrittore e diplomatico. Si è laureato in giurisprudenza e filosofia e ha conseguito un Master in Filosofia Teorica e Pratica presso l’UNED. Ha lavorato nelle ambasciate spagnole in Canada e Italia.

Scrive rubriche su El Mundo e recensioni su La Lectura. Ha collaborato a El País, The Objective, Letras Libres, Jot Down, Claves de Razón Práctica, Revista de Occidente e Revista de Libros. Nel 2018 ha pubblicato ‘Canadiana: Viaggio nel paese delle seconde possibilità’ (Dibattito). Insieme ad Aurora Nacarino-Brabo, ha coordinato ‘La Spagna di Abel: 40 giovani spagnoli contro il cainismo nel 40° anniversario della Costituzione spagnola’ (Deusto). Dello stesso anno è il suo ‘Dizionario dei luoghi comuni sulla Catalogna’ (Deusto).
Ha partecipato all’opera collettiva: ‘Anatomia dei procés: chiavi della più grande crisi della democrazia spagnola’ (Dibattito). Il suo ultimo libro è ‘Roma desordenada’ (Siruela). Il suo lavoro gli ha valso il VII Antonio Fontán Political Journalism Award e il III David Gistau Journalism Award.

Instituto Cervantes di Roma
Sala Dalí
Roma, Piazza Navona 91