Nel quadro della programmazione 2026, dall’11 giugno 2026 il MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma inaugura con il secondo ciclo di mostre, promosso dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e dall’Azienda Speciale Palaexpo, prodotto e organizzato da Azienda Speciale Palaexpo, confermando una linea curatoriale internazionale che, in questa stagione espositiva, si sviluppa interamente attraverso uno sguardo rivolto al femminile. Due nuovi progetti interrogano il presente attraverso prospettive e linguaggi differenti: Ciò che mi guarda, la prima grande retrospettiva museale in Italia dedicata a Miriam Cahn, a cura di Cristiana Perrella, e Le imperfezioni, mostra collettiva delle vincitrici della terza edizione del Premio Paul Thorel, a cura di Sara Dolfi Agostini.

Fulcro del programma annuale del museo, Ciò che mi guarda segna un momento centrale nel percorso del MACRO nel 2026: una mostra di ampia scala che restituisce oltre cinquant’anni di ricerca di Miriam Cahn, tra le voci più radicali e necessarie della scena artistica internazionale. Attraverso più di centotrenta opere, il progetto affronta temi come il corpo, il desiderio, la vulnerabilità e la guerra, offrendo uno sguardo potente sulle tensioni che attraversano il nostro tempo e riaffermando il ruolo dell’arte come spazio di presa di posizione etica e politica.

La mostra è stata realizzata con il supporto di Pro Helvetia, Fondazione svizzera per la cultura.

In dialogo con questa riflessione, Le imperfezioni riunisce i lavori inediti di Caterina De Nicola, Irene Fenara e Lorenza Longhi, sviluppati nel contesto della residenza artistica 2025 del Premio Paul Thorel. Attraverso pratiche differenti ma accomunate da uno sguardo critico sui sistemi contemporanei, la mostra esplora il rapporto tra tecnologia, immagine e società, contrapponendo all’automatismo e alla prevedibilità della macchina il valore dell’errore, della materialità e dell’imperfezione come possibilità di resistenza.

È attraverso questa pluralità di pratiche che il MACRO continua a costruire il proprio palinsesto come uno spazio aperto di confronto e sperimentazione, capace di mettere in relazione generazioni, formati e linguaggi diversi, accomunati dall’urgenza di leggere il presente senza neutralità. La programmazione del museo si configura così come un ecosistema in movimento, dove il contemporaneo viene restituito nella sua complessità, tra conflitto, immaginazione critica e nuove forme di relazione con il pubblico.

«La programmazione del MACRO afferma Cristiana Perrella, direttrice artistica del museo – nasce dal desiderio di costruire uno spazio in cui il contemporaneo possa manifestarsi nella sua complessità e nelle sue contraddizioni. La mostra di Miriam Cahn rappresenta il centro di questo percorso nel 2026: un progetto necessario, capace di interrogarci con radicalità sul corpo, sulla violenza, sulla fragilità e sulla responsabilità dello sguardo. In dialogo con essa, il Premio Paul Thorel apre una riflessione sulle trasformazioni tecnologiche e sociali del presente, mostrando come le pratiche artistiche possano ancora produrre spazi di resistenza e immaginazione critica».

Accanto alle mostre dedicate a Miriam Cahn e al Premio Paul Thorel, fino al 30 agosto 2026 sono aperte al pubblico anche le mostre inaugurate a fine aprile: Hito Steyerl. Mechanical Kurds, Amelia Rosselli. Un canto nel suo spazio, Uno, cinque, dodici. Ottant’anni del Premio Strega, e la rassegna video She Devil 14.