La mostra ospitata presso La Vaccheria di Roma dal 6 al 28 giugno 2026 vuole far conoscere anche al grande pubblico attraverso una quarantina di opere – molte delle quali inedite ed esposte per la prima volta a Roma – tra olii, disegni, acquarelli, tecniche miste, chine e sculture, l’opera di questo artista nato a Molfetta nel 1930 e morto a Roma nel 2010.
L’esposizione, dopo il successo della mostra tenutasi a Bergamo nel 2024 presso la galleria Ceribelli in occasione del 25esimo anno del Festival di Cultura La Milanesiana, ideato e diretto da Elisabetta Sgarbi,
alla quale si deve, insieme a Vittorio Sgarbi, la riscoperta di Cosmo Sallustio, si avvale del Patrocinio del Municipio IX Roma Eur di Roma Capitale in collaborazione con Aurorart. La cultura al centro, Main
Sponsor Fondazione Elisabetta Sgarbi. La mostra è a cura di Marco Nocca e Monica Sallustio.
“L’ho guardato nei suoi quadri dice V.Sgarbi accompagnati da lunghe didascalie illustrative, e ho provato a collocarlo nel tempo e nello spazio: anni trenta? Anni quaranta? Anni cinquanta? No. Attivo nel Nord? A Roma?
Nel Meridione? Mah. I riferimenti più plausibili sono maestri rari e indipendenti, come Cagnaccio di San Pietro, Ubaldo Oppi, Antonio Donghi, Riccardo Francalancia, Dyalma Stultus, Giannino Marchig, Cencio de Stefani, Dino Martens: sono artisti che io ho cercato nelle pieghe della storia e, probabilmente, in parte sconosciuti a Sallustio. Diversi tra loro, hanno in comune con lui la libertà di invenzione di soggetti fantastici, per composizione e disobbedienza. Sono tutti, in senso lato, realisti, ma di quel realismo magico che altera la realtà e li avvicina ad alcuni grandi, riconosciuti e distinti, maestri di quella che in Germania si chiama “Nuova oggettività” (Neue Sachlichkeit), affine al movimento di “Valori plastici”.”
Roma
La Vaccheria
Via Giovanni L’Eltore, 35
