Di Roberto Benatti
C’è un’alchimia speciale che si scatena quando un grande interprete decide di farsi “maschera” per rendere omaggio a un maestro del passato. Accade a Roma, al Teatro Quirino, dove fino al 26 aprile va in scena “Pignasecca e Pignaverde”, il secondo capitolo dell’omaggio che Tullio Solenghi tributa al genio di Gilberto Govi.
Dopo lo straordinario successo de “I maneggi per maritare una figlia” – capace di richiamare oltre 50.000 spettatori – Solenghi torna a vestire i panni (e la faccia) dell’icona del teatro genovese, portando nella Capitale un classico della comicità ligure che è, in realtà, un patrimonio universale.
Non chiamatelo semplicemente “spettacolo”. Quello che Solenghi mette in atto è un vero e proprio rito di “clonazione” artistica. Grazie allo stupefacente trucco e parrucco curato da Bruna Calvaresi, Solenghi scompare per lasciare spazio a Govi. Se nel capitolo precedente lo avevamo ammirato nei panni del remissivo Steva, qui lo ritroviamo in quelli di Felice Pastorino, un uomo arcigno, dominato da un’avarizia che diventa motore di gag esilaranti e situazioni paradossali.
“Lascio i panni di Steva per calarmi in quelli di un personaggio più oscuro e intrigante”, spiega Solenghi nelle sue note di regia. “Pastorino è l’eterno archetipo dell’avaro, un microcosmo ligure che si manifesta come una preziosa foto d’epoca”.
Al centro della vicenda c’è la famiglia Pastorino. Felice, il patriarca, è ossessionato dal risparmio: controlla i centesimi della spesa alla serva Lucia e sogna di accasare la figlia Amalia con il cugino Alessandro Raffo, un facoltoso commerciante di quarant’anni.
Amalia, però, ha il cuore altrove: ama Eugenio, un giovane partito per l’Argentina in cerca di fortuna proprio a causa del rifiuto di Felice. Tra mediazioni d’affari, finte malattie, fughe d’amore e l’immancabile “scena del sigaro” (che vede Solenghi duettare con l’ottimo Mauro Pirovano), la commedia scivola verso un lieto fine che è una vittoria dei sentimenti… ma anche del portafoglio!
Lo spettacolo è una co-produzione tra il Teatro Sociale di Camogli e il Teatro Nazionale di Genova. La cura estetica è altissima: il progetto scenografico porta la firma di Davide Livermore, uno dei registi più influenti della scena internazionale, che restituisce quella sensazione di “rito collettivo” e di fedeltà storica che Solenghi ha voluto imprimere al progetto.
Sul palco, oltre a Mauro Pirovano, ritroviamo la collaudata compagnia che ha già decretato il successo dei “Maneggi”: Laura Repetto, Matteo Traverso, Stefano Moretti, Aleph Viola, Roberto Alinghieri, Stefania Pepe e la nuova entrata Claudia Benzi.
Andare al Quirino per “Pignasecca e Pignaverde” non significa solo farsi delle grasse risate. Significa partecipare a un recupero culturale necessario. Solenghi non scimmiotta Govi; lo abita, ne recupera l’empatia e la profondità narrativa, trasformando una commedia dialettale in un evento teatrale moderno, capace di parlare a tutte le generazioni.
Avete tempo fino al 26 aprile per immergervi in questa Genova d’altri tempi e lasciarvi contagiare dalla maestria di un Solenghi in stato di grazia.
21.26 aprile
Teatro Sociale Camogli
Teatro Nazionale di Genova
presentano
TULLIO SOLENGHI
PIGNASECCA E PIGNAVERDE
di Emerico Valentini
con
Tullio Solenghi (Felice Pastorino)
Claudia Benzi (Matilde)
Laura Repetto (Amalia)
Matteo Traverso (Eugenio Devoto)
Stefano Moretti (Manuel Aguirre)
Roberto Alinghieri (Isidoro Grondona)
Mauro Pirovano (Alessandro Raffo)
Stefania Pepe (Lucia)
progetto scenografico Davide Livermore
trucco e parrucco Bruna Calvaresi ripreso da Barbara Petrolati
regista assistente Roberto Alinghieri
scenografa e regista assistente Anna Varaldo
regia TULLIO SOLENGHI
ORARI
mar 21 ore 21.00
mer 22 ore 19.00
gio 23 ore 17.00
ven 24 ore 21.00
sab 25 ore 17.00 e 21.00
dom 26 ore 17.00
