di Patrizia Cantatore

Inaugurata a Napoli nella cornice della Basilica di Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta la mostra sugli “Impressionisti e la Parigi fin de siècle”, prodotta da Navigare Srl in collaborazione con il Polo Culturale Pietrasanta e Lapis Museum e patrocinata da Regione Campania e Città di Napoli, si tratta di una rassegna dal carattere antologico in omaggio al rivoluzionario movimento artistico francese nato 150 anni fa, con la prima esposizione parigina che ne segnò il debutto ufficiale sulla scena mondiale, il 15 aprile 1874.

Curata da Vittorio Sgarbi che definisce l’esposizione: “…una mostra molto severa, rispetto a quello che c’è dietro, quindi, sarà utile venire a vederla per capire il percorso che hanno fatto i pittori per diventare gli impressionisti, …..una mostra di avvio alla celebrazione degli Impressionisti

Si tratta di 69 opere esposte, realizzate da 40 artisti prevalentemente francesi, suddivise in 3 sezioni, secondo l’allestimento del co-curatore Stefano Oliviero, che ricostruiscono le origini e l’evoluzione dell’Impressionismo, sullo sfondo della Parigi di fine secolo, vivace e luminosa protagonista di epocali cambiamenti.

La prima sezione, dedicata a La rivoluzione realista e l’École de Barbizon. La strada verso l’Impressionismo vede la presenza di 18 opere, per lo più dipinti a olio e acqueforti, realizzate da artisti della Scuola di Barbizon, tra i quali: Corot, Delacroix, Rousseau, Millet, Courbet, Lecomte, dediti alla pittura paesaggistica e realistica e punti di riferimento per gli Impressionisti.

La conquista degli Impressionisti, seconda sezione della mostra, entra nel vivo della storia del nuovo movimento artistico, una partitura a più voci che prende forma nella pullulante Ville Lumiere, sede della seconda Esposizione Universale. Si potranno ammirare 45 opere di 21 artisti, ispirati dalla scuola di Barbizon e capaci di elaborare nuove forme espressive rivoluzionarie, molto distanti dall’accademismo fino ad allora imperante. Troviamo soprattutto incisioni e disegni, che mostrano lo studio e la preparazione di opere dei grandi artisti quali Cézanne, Manet, Boudin, Degas, Renoir, Forain, Guillaumin, Monet e Mary Cassat, pittrice americana, una delle poche pittrici che fecero parte del gruppo.

La terza sezione, Dopo la conquista: l’arte non è solo riproduzione, troviamo 6 opere del periodo post-impressionista tra cui l’artista svizzero-francese Jeanniot, il paesaggista Firmin-Girard, il pittore e incisore svizzero Ranft (il dipinto “Ladies in café” è l’immagine simbolo dell’esposizione), fino alla pittura nabis1 con Bonnard e Denis.

Completa l’esposizione un’area multimediale attrezzata con postazioni dotate di Oculus 3D che consentono la visione virtuale di alcune opere impressioniste di ambientazione parigina e altre di ambientazione naturalistica, avendo la sensazione di entrare nei dipinti e vivere le atmosfere dell’epoca.

La mostra Impressionisti e la Parigi fin de siècle sarà aperta dal lunedì al venerdì dalle ore 9:30 alle 19:30 e il sabato, la domenica e i festivi sino alle 20:30. Prevendita on-line: www.ticketone.it.  –  INFO: www.navigaresrl.com

  1. Nabis o Le Nabis (dalla parola ebraica per profeti, parimenti dall’arabo: nabī) furono un gruppo di artisti parigini dell’avanguardia post-impressionista, attivi negli anni ’90 del XIX secolo. Il termine fu coniato dal Nabi Auguste Cazalis, esperto di ebraico e lingue orientali, per classificare un gruppo di giovani artisti usciti dall’Académie Julian e dall’École des Beaux-Arts che, appartenenti al filone del simbolismo, si raccoglievano intorno al pittore Paul Sérusier, con l’intento di rinnovare la pittura. ↩︎