Presentato al Cairo il restauro di uno dei più affascinanti capolavori della pittura antica, realizzato grazie alla mostra “Il potere del ritratto. Egitto e Roma. I volti del Fayum”,che porterà il dipinto al Museo dell’Ara Pacis

È stato presentato al Cairo il restauro del Tondo dei due Fratelli, uno dei più rari e affascinanti capolavori della pittura antica e tra le testimonianze più significative della tradizione dei ritratti del Fayum, punto d’incontro tra cultura egizia, greca e romana. Custodito al Museo Egizio del Cairo, il dipinto sarà tra le opere simbolo della mostra Il potere del ritratto. Egitto e Roma. I volti del Fayum, ospitata al Museo dell’Ara Pacis dal 5 novembre 2026 al 2 maggio 2027.

Proveniente da Antinoopolis, nel Medio Egitto e datato alla metà del II secolo d.C., il Tondo si distingue per qualità artistica e rarità tipologica. È dipinto su tavole lignea con la tecnica dell’encausto che impiega pigmenti mescolati alla cera, e raffigura a mezzo busto due giovani, tradizionalmente identificati come fratelli. Alla forte somiglianza dei tratti si accompagna una precisa attenzione alle individualità: il pittore distingue le fisionomie, gli incarnati e l’abbigliamento, mentre le pennellate corpose, i tocchi di luce sugli occhi e le ombre che modellano i volti danno presenza alle figure.

Alla conferenza stampa dedicata alla presentazione del restauro hanno preso parte i rappresentanti delle istituzioni italiane ed egiziane: il Sovrintendente Capitolino Claudio Parisi Presicce, il Presidente di MondoMostre Tomaso Radaelli, il Segretario generale del Consiglio Supremo delle Antichità Hisham Elleithy e del Ministro del Turismo e delle Antichità Sherif Fathy Attiya, oltre ai restauratori che hanno lavorato sull’opera.

“Il “Tondo dei due fratelli” è un oggetto eccezionale, non solo per la qualità e l’immediatezza della sua pittura, ma anche perché la sua forma, la tecnica e lo stato di conservazione forniscono preziose testimonianze per lo studio della ritrattistica nell’Egitto romano. Il suo restauro ha richiesto un intervento estremamente accurato a causa della fragilità sia del supporto in legno che della superficie dipinta. La collaborazione tra i restauratori del Museo Egizio e i loro colleghi italiani ha rappresentato un’importante opportunità di scambio scientifico e professionale. Il lavoro è stato condotto con un intervento minimo e nel pieno rispetto dell’autenticità dell’oggetto, consentendo al ritratto di ritrovare la propria coerenza visiva, preservando al contempo le testimonianze della sua lunga storia.” ha dichiarato Hisham El-Leithy, segretario generale del Supreme Council of Antiquities (SCA).

“Nel Tondo dei due Fratelli ci attraggono la straordinaria intensità e immediatezza espressiva, la forte resa naturalistica, il contatto diretto e magnetico degli sguardi: un dialogo muto da persona a persona che travalica i secoli e ogni barriera culturale. Siamo orgogliosi di aver contribuito a restituire questa forza espressiva grazie a un intervento di restauro condotto sul

posto in vista della mostra, che ci permette di tornare ad ammirare la bellezza di un capolavoro rappresentativo di un’arte che ha unito due grandi civiltà”, ha dichiarato Claudio Parisi Presicce, Sovrintendente Capitolino ai Beni Culturali.

Realizzato dalla cooperativa italiana Fabrica Conservazione e Restauro grazie al contributo del progetto espositivo, l’intervento ha migliorato la leggibilità e la stabilità dell’opera, mettendo in sicurezza le parti più fragili della superficie dipinta e recuperando dettagli dei volti e delle vesti.

Il lavoro ha affrontato criticità legate al degrado del supporto ligneo, a precedenti interventi e alla fragilità della superficie dipinta. Un antico attacco di insetti xilofagi aveva scavato gallerie nel legno, causando perdite di materiale e lasciando, lungo i margini delle lacune, porzioni di pittura prive di sostegno. In alcuni punti anche una pressione minima avrebbe potuto provocarne la caduta.

Dopo le indagini preliminari, i restauratori hanno rimosso i depositi superficiali, attenuato gli sbiancamenti e fatto riaderire gli strati pittorici sollevati. Il passaggio più delicato ha riguardato la messa in sicurezza delle parti rimaste senza supporto.

Particolare attenzione è stata dedicata ad alcuni frammenti delle labbra e del mento di uno dei giovani, ricollocati in posizione non corretta durante un precedente restauro. L’equilibratura cromatica delle piccole lacune ha infine migliorato la lettura complessiva del dipinto.

Dal Cairo a Roma, per la prima volta il pubblico italiano – e non solo – potrà ammirare quest’opera, prestito eccezionale dall’Egitto e uno dei capolavori più significativi dell’intera mostra capitolina.  Al Museo dell’Ara Pacis il Tondo sarà esposto insieme a quasi cinquanta ritratti del Fayum, eccezionalmente riuniti grazie a un importante programma di prestiti internazionali. Attraverso oltre 110 opere, tra tavole dipinte, sudari, maschere funerarie, marmi, calchi in gesso e oreficerie antiche, la mostra racconterà il potere del ritratto nell’Egitto romano e nella Roma antica. Un’occasione rara per avvicinare opere delicatissime, poco rappresentate nei musei italiani e raramente concesse in prestito.

La mostra, a cura di Claudio Parisi Presicce e Laura Petacco, è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, e organizzata dalla Sovrintendenza Capitolina e dall’RTI MondoMostre – Civita Mostre e Musei, con Zètema Progetto Cultura. Official Partner Fastweb + Vodafone. Radio Partner Dimensione Suono Soft.

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