di Patrizia Cantatore
Presentato nella sezione del Concorso Progressive cinema della Festa del Cinema di Roma 2025, il film di Andrea De Sica, regista, sceneggiatore e compositore (figlio di Manuel De Sica), è la storia drammatica e noir ispirata al delitto Casati-Stampa degli anni ’50 del secolo scorso. Il film ha vinto il Premio ‘Monica Vitti’ alla miglior Attrice per Jasmine Trinca che ha vestito i panni di Anna Fallarino, mentre il bravo Filippo Timi veste il ruolo del marchese. Nel cast anche Matteo Olivetti, Anna Ferzetti , Rita Abela, Roberto De Francesco, Carmen Pommella, Alberto Paradossi, Gennaro Apicella, Maria Giulia Toscano, Lidiya Liberman, Giuseppe Sanfelice, Vincenzo Crea.
La storia, ambientata da Andrea De Sica nella bellezza selvaggia dell’isola di Zannone, posseduta effettivamente dal ricchissimo marchese Casati Stampa di Soncino, si svolge all’interno della villa del marchese, quale testimone silenzioso delle loro feste frequentate da selezionate ed altolocate amicizie, dediti alla caccia e alle trasgressioni. Sarà qui che Lelio e Anna s’incontrano per la prima volta, segnando l’inizio di un’appassionata storia d’amore che diverrà presto un gioco di potere, dove il corpo è cosificato e la donna non è considerata soggetto autonomo con diritto di esistenza.
Mondani e disinvolti, si muovono nell’aristocrazia con complicità e trasgressione, abbandonandosi ad ogni eccesso sessuale in un’atmosfera decadente e dannunziana che sembra cercare lo sguardo altrui in un gioco erotico che scivolerà presto in una vera ossessione. Jasmine Trinca e Filippo Timi incarnano con grande naturalezza e abbandono i protagonisti di questa storia ambientata nel mondo ricco, barocco, amorale e annoiato degli anni ’60 .
Una storia che ammalia, così come succede alla protagonista che non si accorge di cadere nella rete di un narcisista da cui sarà impossibile affrancarsi se non ormai da vittima.
Nelle note di regia, Andrea De Sica ha raccontato come la scoperta della storia dei marchesi Casati Stampa – aristocratici protagonisti del celebre delitto passionale nel 1970 – lo abbia spinto a recarsi sull’isola di Zannone, dove la coppia possedeva una villa oggi abbandonata. Lì, tra rovine e natura selvaggia, nasce l’idea di ambientare il film che s’ispira a quella vicenda.
La tragedia dei Casati Stampa, segnata da eccessi, voyeurismo e violenza, è il punto di partenza per De Sica di esplorare temi universali come il potere e la corruzione, il confine sottile tra amore e dominio, la decadenza morale di una classe privilegiata ma anche di una cultura patriarcale che considera il femminile appendice e non . Un film, dunque, che non è una ricostruzione cronachistica né un crime story, bensì un viaggio nel tempo, per confrontare quel mondo aristocratico e decadente del dopoguerra alle ombre contemporanee del revenge porn e del femminicidio.
I personaggi di questa storia, sembrano gli ignari passeggeri del Titanic, vivono così immersi nei loro privilegi e nelle loro ossessioni, da ignorare il baratro verso il quale stanno precipitando.





Jasmine Trinca ha tutto il mio apprezzamento.
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