Dal 10 settembre 2026, gli spazi industriali del Mattatoio di Roma ospitano la nuova attesa personale del maestro siciliano. Un viaggio metafisico tra le sponde del Mediterraneo, dove il colore diventa luce e la memoria si fa orizzonte.
di Roberto Benatti
Roma si prepara ad accogliere uno degli appuntamenti più suggestivi della stagione espositiva 2026. Il 10 settembre, le sale del Mattatoio di Roma apriranno le porte a “Il fuoco nel mare”, la mostra personale di Giuseppe Modica, artista che ha fatto della riflessione sulla luce e sulla sospensione temporale il fulcro della sua ricerca quarantennale.
Il titolo della rassegna, Il fuoco nel mare, evoca immediatamente un’immagine di contrasti primordiali. Non si tratta solo del riflesso di un tramonto mediterraneo sulle onde, ma di una metafora potente della pittura stessa: il calore vibrante del colore che arde dentro la fluidità della materia. Per Modica, siciliano di Mazara del Vallo ma romano d’adozione, il mare non è un semplice paesaggio, ma un “altrove” filosofico, uno specchio in cui la storia e il mito si fondono.
In questa esposizione, l’artista presenta una selezione di opere (molte delle quali inedite) che ripercorrono i temi a lui cari: le stanze vuote aperte sull’infinito, le geometrie malinconiche, gli specchi che moltiplicano lo spazio e, sopra ogni cosa, quella luce zenitale che sembra immobilizzare il mondo in un eterno presente.
Nelle tele di Modica, l’azzurro dei cieli e dei mari dialoga con i toni caldi delle terre e dei rossi bruciati quel “fuoco” citato nel titolo creando un cortocircuito visivo che cattura lo spettatore. La sua è una pittura colta, che dialoga con i maestri del passato (da Piero della Francesca a Vermeer, fino a De Chirico), ma che resta profondamente ancorata a una sensibilità contemporanea, fatta di frammenti, dubbi e bellezza assoluta.
La scelta del Mattatoio come sede espositiva non è casuale. L’architettura industriale e “nuda” degli spazi di Testaccio offre un contrasto affascinante con la precisione quasi fiamminga e la delicatezza tonale delle opere di Modica. In questo dialogo tra l’archeologia urbana e la liricità della pittura, le grandi tele del maestro sembrano trovare un respiro nuovo, trasformando le sale in moderni templi della visione.
Il fuoco nel mare si preannuncia come una mostra immersiva, dove il silenzio delle immagini invita alla contemplazione in un mondo sempre più rumoroso. Un’occasione rara per accostarsi al lavoro di un artista che continua a dimostrare come la pittura sia ancora lo strumento più efficace per indagare i misteri della luce e dell’animo umano.
La mostra sarà aperta al pubblico dall’11 settembre al 25 ottobre 2026
Mattatoio di Roma
Padiglione 9A
Piazza O. Giustiniani, 4
mattatoioroma.it
