Dal 23 maggio al 4 ottobre 2026Museo delle Mura via di Porta San Sebastiano, 18, Roma.

Il Museo delle Mura ospita il progetto Moto a Luogo #2, un percorso di ricerca artistica strutturato per il contesto archeologico di Porta San Sebastiano. Ventotto artisti, studenti delle Accademie di Belle Arti di Frosinone e Roma, presentano interventi e installazioni site-specific pensati per gli spazi del museo e in dialogo con la sua storia e le sue stratificazioni.

L’esposizione è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria di Roma Capitale, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, e organizzata dalle Accademie di Belle Arti di Frosinone e Roma. Il progetto artistico è a cura di Giusi Digrandi e Iginio De Luca, in collaborazione con Nicoletta Provenzano. Progetto grafico Marco Roma.

Moto a Luogo invita a conoscere, vivere e ascoltare i contesti spaziali, interpellandone le potenzialità e decifrandone i segni, avviando riflessioni creative, suggestioni estetiche e concettuali. I giovani artisti agiranno con diverse forme e modalità espressive, evidenziando gli elementi relazionali delle loro poetiche, rileggendo gli aspetti di un contesto importante e stratificato. Attraversando concettualmente le identità che caratterizzano lo spazio museale -da mura difensive ad abitazione e studio privato durante il regime fascista, da alloggio di servizio nel secondo dopoguerra a sede museale – gli artisti riuniranno temporalità diverse in contiguità con il contemporaneo, in una riflessione che si avvale di molteplici materialità, rendendo visibili relazioni intrinseche tra il luogo, il paesaggio e la città.

Lo spazio espositivo sarà elemento attivo nei linguaggi e negli sguardi degli artisti che, tra pittura, installazione, fotografia, video e scultura, costruiranno relazioni, riveleranno trasformazioni, ripenseranno in modo critico la storia.

In una mutua dialettica tra opere e luogo, l’intensità memoriale, che appartiene alle Mura Aureliane e alla storia della città, prenderà forma in una profondità spaziotemporale di cui Moto a Luogo si farà portavoce, in armonia con lo spazio espositivo.

Il progetto artistico si inserisce nel programma di apertura e dialogo che le Accademie di Belle Arti stanno sviluppando con le istituzioni pubbliche e private ed è coordinato da Giusi Digrandi e Iginio De Luca, rispettivamente docenti presso le Accademie di Frosinone e Roma, con il sostegno della Direttrice Prof.ssa Stefania Di Marco dell’Accademia di Belle Arti di Frosinone e della Direttrice Prof.ssa Cecilia Casorati dell’Accademia di Belle Arti di Roma. Il testo critico è di Nicoletta Provenzano, responsabile del workshop sulla curatela e l’approccio site specific presso l’Accademia di Belle Arti di Roma.

Il progetto, esito dello scambio virtuoso e culturale tra le istituzioni, ha come obiettivo la valorizzazione e la visibilità del sito attraverso la realizzazione di lavori di arte contemporanea site specific, in grado di interpretare il genius loci, di riattivare la memoria dei luoghi e creare, al contempo, nuove narrazioni.

Gli artisti

Accademia Belle Arti Frosinone

Massimiliano Bruno Calabresi, Daniela Cicciarelli, Erica Cicchini, Piergiorgio Colone, Desiré D’Angelo, Sara De Santis, Francesca Diaferia, Chara Di Pofi, Chiara Faustini, Giorgia Imperioli, Marta Marafante, Noemi Materiale, Stefano Meleo, Adelmo Petrucci, Maria Elena Piroli.

Accademia Belle Arti Roma

Valentina Bellomo, Alessia Bonamano, Mirella Grappone, Giuseppe Lo Presti, Chiara Manca, Giacomo Perna, Alice Proietti, Erika Shafik Ishak, Andrea Akira Taliano, Michelangelo Torretti, Pamela Treppiccioni, Alessandro Vastano, Federica Vitti,

Il progetto espositivo MOTO A LUOGO #2, a cura di Giusi Digrandi e Iginio De Luca, come ha spiegato Nicoletta Provenzano, nasce dall’incontro tra le Accademie di Belle Arti di Frosinone e di Roma e il complesso archeologico del Museo delle Mura Porta San Sebastiano. Ventotto artisti — studenti delle due accademie — hanno realizzato opere site specific pensate per gli spazi museali, che mettono in dialogo memoria storica e sguardo contemporaneo.

Il tema centrale è il tempo come esperienza spaziale e corporea: lo spazio non come contenitore neutro, ma come forma significante di stratificazioni geografiche, storiche, culturali e memoriali. Il passaggio del tempo si legge nell’usura dei luoghi, nelle superfici segnate, nelle trasformazioni del corpo, nelle tracce di un vissuto collettivo e individuale.

Le opere si articolano attorno a diversi nuclei tematici. Alcuni artisti — Treppiccioni, Taliano, Cicciarelli — traducono il viaggio storico-religioso dei pellegrini nel pendolarismo ferroviario quotidiano, accostando sacro e profano, dentro e fuori le mura urbane. Altri — Petrucci, Bellomo, Lo Presti — lavorano sulla traccia visiva del tempo: scritture sui laterizi, processi fotosensibili, scavo nei linguaggi della memoria stampata. La polvere, la luce, gli organismi invisibili, il fuoco come metafora dell’oblio e della dispersione sono i materiali con cui Manca, Perna, Shafik Ishak, Vitti e Cicchini esplorano impermanenza e residuo.

La tradizione iconografica di San Sebastiano — patrono omonimo della porta — viene riletta attraverso il concetto di ferita: incontro tra natura e divinità, rapporto tra misura e corporeità, sacralizzazione e cura restaurativa, nelle opere di Piroli, Colone e Diaferia. Il periodo fascista — quando il complesso fu adibito a uso abitativo — ritorna nelle opere di Vastano, Calabresi, Torretti e Bonamano, che trasformano oggetti d’arredo e di difesa in fossili della ferocia umana, o in soglie tra l’orrore dei totalitarismi e la nostra incapacità di sopprimerli.

Gli elementi architettonici del museo diventano materia concettuale nelle opere di Grappone, Proietti, Marafante, Imperioli, Materiale, Faustini e D’Angelo: le uscite di sicurezza si ribaltano in ingressi, le travi strutturali in contrappunti tra visibile e nascosto, le colonne in fragili sculture di sale, le mura difensive in corone bronzee che simboleggiano un potere che ritorna su se stesso.

Infine, Meleo, Di Pofi e De Santis portano il tempo nel corpo: la pelle assume l’identità del marmo, della vegetazione, delle rovine; il glitch digitale irrompe nella simbologia di San Sebastiano come segno di metamorfosi continua tra le epoche; la fragilità della memoria si fa ritratto, superficie difensiva, identità molteplice.

La mostra si configura come una soglia spazio-temporale: un tracciato che attraversa epoche e riusi, e alle stratificazioni del sito aggiunge una nuova superficie semantica — futuro sedimento, memoria collettiva ancora da venire.

MOTO A LUOGO #2

Museo delle Mura

Via di Porta San Sebastiano, 18

Ingresso gratuito

Dal martedì alla domenica ore 10.00-16.00

Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura

www.museodellemuraroma.it

www.museiincomune.it