di Patrizia Cantatore
Al Maxxi, nello Spazio Extra del MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo, inaugurata la retrospettiva su Franco Battiato. Un’altra vita, evento che a cinque anni dalla scomparsa dell’artista, una mostra personale che raccoglie i suoi oggetti personali, le copertine dei suoi album e dei suoi spettacoli, i suoi libri, la sua musica, in una operazione rispettosa e affettuosa verso un’artista che è stato più che un cantautore, più che un poeta, più che un’icona.
Coprodotta dal Ministero della Cultura e dal MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo, la mostra è curata da Giorgio Calcara con il contributo della nipote di Battiato, Grazia Cristina Battiato con l’organizzazione di C.O.R. di Alessandro Nicosia e la preziosa collaborazione della Fondazione Franco Battiato ETS.
Attraverso ricordi, materiali inediti, documenti rari, l’esposizione restituisce un ritratto poliedrico dell’artista, permettendoci di osservare da vicino gli strumenti della sua ricerca tanto importanti per la sua capacità di continua reinvenzione e di sincretismo delle culture, del misticismo. Dalle parole di Cristina, emerge il ritratto di un uomo curiosissimo, gentile, accurato, affettuoso, che amava circondarsi di persone sulla sua stessa lunghezza d’onda, un uomo che sapeva gettare ponti di vicinanza piuttosto che definire perimetri.
Un percorso intenso, oltre la musica e il tempo, che c’immerge nella dimensione psicologica di Battiato, mostrandoci la sua capacità di ricerca attraverso le parole dei saggi di tutti i tempi: dalle parole dimenticate di Gesù a Gurdjjeff, dal Kybalion all’Arte del Buon Karma, dall’Alchimia e Mistica in Terra d’Islam al Castello Interiore di Santa Teresa d’Avila, da Guénan e Il re del mondo, a San Tommaso d’Aquino e il suo Trattato su Pietra Filosofale e Arte dell’Alchimia, l’esplorazione di una mente non convenzionale in ogni dimensione e direzione. Trasferitosi a Milano dalla Sicilia, conosce i suoi contemporanei, collabora, ottiene successi ma contrariamente alla logica del successo, lascia Milano per sperimentare una musica d’avanguardia e l’elettronica.
Divisa in sette sezioni, la prima è quella degli inizi, dall’amata Sicilia a Milano, gli esordi negli anni Sessanta, il debutto come cantautore pop, sostenuto da Giorgio Gaber e le prime apparizioni televisive, le sue canzoni sono influenzate da climax beat. Da questo ambiente passiamo al secondo, agli anni Settanta, quando inizia la sperimentazione dell’acustica all’elettronica, Battiato si dedica a questa ricerca, ispirato da figure come John Cage e Karlheinz Stockhausen. Ecco allora gli Album come Fetus, Pollution e Sulle corde di Aries che lo consacrano il pioniere della sperimentazione musicale in Italia.
Tra la fine degli anni Settanta e gli anni Ottanta approda a conquistare un grande pubblico con il successo di una musica pop con contenuti che recuperano significati e significanti spirituali e sociali, L’era del cinghiale bianco, La voce del padrone, fondendo cultura, spiritualità ed elettronica comprensibile ed accessibile per un pubblico più ampio, trasformando la sua musica in un fenomeno di massa, allo stesso tempo firma brani memorabili per Alice, Milva e Giuni Russo.
Nell’89 Battiato decide di lasciare Milano per tornare a Milo, sull’Etna, la sezione L’uomo (ritorno alle origini) dove condurrà una vita appartata, dedicata alla meditazione, alla lettura, alla pittura e alla composizione: un ritorno alle origini vissuto come atto pienamente consapevole.
Le sezioni più interessanti biograficamente, sono senz’altro Mistica (tra Oriente e Occidente) e Il Maestro, in una teca ci sono i libri con cui approfondisce la spiritualità, l’esoterismo e tutte le filosofie dall’occidente all’oriente, al sufismo, al pensiero di G.I. Gurdjieff e i suoi scritti. Questa tensione alla conoscenza e all’influenza di Gurdjjeff si compie attraverso le canzoni mistiche e l’opera lirica Genesi, che esplora esoterismo, meditazione, danze sacre (sufi), un’opera in tre atti che unisce influenze classiche (Stravinskij, Debussy) a sonorità elettroniche e ritmi orientali. Messa arcaica è invece una composizione sacra, una messa in latino per soli, coro e orchestra, presentata per la prima volta nella Basilica di Assisi e concepita come un atto di devozione che mira al silenzio interiore.
Gilgamesh è la seconda opera lirica di Battiato e s’ispira al più antico testo letterario conosciuto, un poema sumero che narra la ricerca dell’immortalità da parte del re sumero Gilgamesh, un viaggio iniziatico di cui si serve per interpretare le inquietudini contemporanee. La musica e le parole di Battiato risuonano in questa sezione, dove la scenografia è occupata da tappeti orientali e immagini proiettate delle rappresentazioni di queste opere.
Anche se il mondo lo ritrae come un guru, guida culturale e morale, Battiato detesta questa etichetta, è un uomo rigoroso, ironico e generoso. In questo periodo inizia il sodalizio con il filosofo poeta e paroliere Manlio Sgalambro, che durerà quasi vent’anni, dalla collaborazione nei testi ricordiamo canzoni bellissime e dense di significato come La cura, Shock in my town, Il vuoto, Auto da fé, Invito al viaggio, L’ombrello e la macchina da cucire.
Infine, Dal suono all’immagine (il cinema di Battiato) esplora l’attività cinematografica degli ultimi decenni, con film come Perduto amor e Musikanten, oltre a documentari e colonne sonore. Un vero e proprio “cinema di Franco Battiato”, come riconosciuto da Elisabetta Sgarbi, profondamente intrecciato al suo pensiero e alla sua prospettiva.
Al centro della mostra troviamo uno spazio ottagonale, eco simbolica dell’ottava musicale, dove un sistema di ascolto Dolby Atmos e la proiezione di cinque videoclip avvolgono il visitatore in un’esperienza multisensoriale e sinestetica.
Nel percorso museale anche molti dipinti autentici di Battiato, ritratti ieratici e silenziosi con da fondi dorati, simboli e archetipi di ascendenza mediorientale, diremmo una pittura di contemplazione.
Gli ultimi anni della sua attività sono caratterizzati dalla produzione di molti lungometraggi e documentari che raccontano le sue ricerche artistiche, spirituali e di vita.
Il catalogo edito da Silvana Editoriale, raccoglie immagini, testi e un ricco repertorio di testimonianze. Franco Battiato. Un’altra vita permette una visione complessiva della sua arte e del “suo viaggio terrestre”, esempio ispirante di creatività e integrità come ce ne sono poche, qualcosa forse resta incompleto, ma a dirla alla maniera di Franco: “…ci vorrebbe un’altra vita”.
Informazioni, orari e biglietti
MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo via Guido Reni 4 A – Roma
info maxxi.art
Orari: dal martedì alla domenica 11 – 19
Franco Battiato. Un’altra vita € 10
Franco Battiato. Un’altra vita + biglietto intero del Museo € 20
Franco Battiato. Un’altra vita + biglietto ridotto del Museo € 17







