Dal 16 gennaio al 28 febbraio 2026 il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia ospita la mostra Il tesoro ricamato delle Regine. Una prospettiva fotografica contemporanea, un progetto di Dana & Stéphane Maitec che porta a Roma uno dei patrimoni più raffinati e simbolici dell’identità culturale romena: i costumi tradizionali appartenuti alle Regine della Romania, oggi conservati nella collezione della Famiglia Reale Romena.

La mostra si svolge nel contesto dell’Anno Culturale Romania – Italia 2026, programma strategico bilaterale svolto sotto l’alto patrocinio del Presidente della Romania, S.E. Nicușor Dan, e del Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, e propone uno sguardo inedito su questi abiti storici attraverso la fotografia contemporanea di Dana & Stéphane Maitec. “Il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia è lieto di ospitare questo progetto espositivo che si inserisce in un programma di cooperazione culturale di alto profilo, volto a valorizzare e intrecciare storia, arte e identità culturale in un dialogo profondo tra Romania e Italia”, afferma la direttrice del Museo, Luana Toniolo.

“Siamo certi che questa proposta culturale inviterà il pubblico a riscoprire il valore universale del patrimonio tessile e artigianale attraverso lo sguardo contemporaneo della fotografia e rinnovando la vocazione del Museo come luogo di incontro tra civiltà e linguaggi artistici, ben oltre i confini geografici e temporali”. Lontani da un approccio documentario tradizionale, gli artisti rileggono i costumi reali mediante la fotografia di dettaglio, isolando e ingrandendo ricami, trame e motivi ornamentali fino a trasformarli in vere e proprie architetture visive.

Il dettaglio, normalmente percepito come elemento decorativo marginale, diventa protagonista assoluto: superficie, materia e spazio si fondono in un’esperienza visiva immersiva che invita il visitatore a un’osservazione lenta e contemplativa. Tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento, le Regine e le Principesse della Romania hanno svolto un ruolo decisivo nella valorizzazione del costume popolare, trasformandolo da abito contadino in elemento centrale del guardaroba reale. La Regina Elisabetta (1843 – 1916) fu la prima a riconoscerne il valore identitario, mentre con la Regina Maria (1875 – 1938) il costume tradizionale divenne un autentico linguaggio politico e culturale, simbolo della Romania moderna e strumento di rappresentanza internazionale.

In questo dialogo tra mondo rurale e spazio monarchico prende forma uno stile reale romeno, colto e profondamente radicato nella tradizione. “Le camicie delle Regine ci narrano un momento essenziale della storia della Romania moderna, in cui l’abito tradizionale è stato elevato al rango di simbolo di Stato, di strumento diplomatico e di espressione di un’identità preservata con dignità e lucidità. Il fatto che questa mostra venga presentata nella programmazione dell’Anno Culturale Romania-Italia 2026, in un museo dedicato a una delle più antiche civiltà d’Europa, conferisce all’iniziativa un ulteriore significato: quello di un incontro simbolico tra strati di storia e forme diverse di memoria culturale, accomunati dalla medesima aspirazione alla durata, al senso e alla bellezza.

Riaffermiamo in questo modo l’impegno comune della Romania e dell’Italia a porre la cultura al centro della relazione bilaterale, quale strumento di diplomazia, spazio di riflessione e fondamento del nostro futuro europeo condiviso”, dichiara l’Ambasciatrice di Romania in Italia, Gabriela Dancau. Le fotografie attraversano una pluralità di capi e frammenti – camicie ricamate (ii), fote, catrințe, oprege, brâuri – restituendo la complessità di un sistema tessile in cui ogni motivo possiede una forte valenza simbolica. Rombi, croci stilizzate, segni vegetali e geometrie parlano di fertilità, protezione, ciclicità e relazione con il cosmo, rivelando la ricchezza semantica dell’ornamento tradizionale.

Accanto alle immagini fotografiche, la mostra include installazioni tridimensionali – un arco di trionfo, una colonna, un paravento – che traducono il linguaggio del ricamo in forme spaziali, sottolineandone la dimensione scultorea e architettonica. Il filo diventa struttura, il punto cucito si fa ritmo, e l’ornamento si trasforma in spazio attraversabile. Il tesoro ricamato delle Regine non propone una lettura nostalgica della tradizione, ma una sua riattivazione contemporanea.

Attraverso la monumentalizzazione del dettaglio, Dana & Stéphane Maitec restituiscono al ricamo la sua forza originaria, trasformandolo in un linguaggio visivo autonomo, capace di dialogare con il presente e con un pubblico internazionale, nel cuore di Roma. Organizzatore: Istituto Nazionale del Patrimonio della Romania, in collaborazione con il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, il Ministero Romeno della Cultura e l’Ambasciata di Romania in Italia. Gli artisti sono grati alla Fondazione Collezione della Famiglia Reale della Romania per il prezioso sostegno al progetto.

A cura di: Irina Ungureanu Sturza.Consulenza etnografica e storica: Mădălina Cojocariu, Adriana Iordache, Cristina Munteanu, Alexandra Negrilă, Simona-Elena Niculescu, Luminița Scafă e Ana Ursescu, sotto il coordinamento di Irina Stahl. Dana & Stéphane Maitec lavorano insieme dal 1996 e formano un duo artistico dal 2002. Artisti e fotografi, membri della Maison des Artistes in Francia, vivono e lavorano a Parigi, dove hanno gradualmente sviluppato un linguaggio visivo che combina fotografia, scenografia ed esplorazione della luce come strumento di composizione.

Nel corso degli anni, la loro pratica si è evoluta dal ritratto e dalla fotografia concettuale verso l’astrazione e l’installazione, in un percorso segnato da un interesse costante per il dettaglio, la texture e la presenza dell’oggetto nello spazio. Le serie Reflections, Fluctuations e le esposizioni presso Galerie Metahaus Parigi (Fluctuations, 2025), la Galerie Wagner (La couleur en mouvement), ARCUB Bucarest (Reflections II), nel 2023, e il Museo Nazionale d’Arte della Romania (Legno Oro Luce, nel 2019 / 2020, segnano la loro fase attuale, caratterizzata dall’interesse per la luce, i riflessi, la trasparenza e la metamorfosi delle strutture visive. Le loro opere si trovano in collezioni private in Europa, Stati Uniti e Asia, e le collaborazioni con istituzioni e spazi culturali in Romania e all’estero riflettono un percorso artistico dinamico, in continua espansione. Mostra compresa nel biglietto di ingresso al Museo Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia Piazzale di Villa Giulia, 9 00196 Roma Apertura: Martedì – Domenica Orari: 8.30 – 19.30 (ultimo ingresso ore 18.30, chiusura sale ore 19.00) http://www.museotru.it