Dalla parte di lei, è un romanzo bellissimo di Alba de Cespedes, una scrittrice che sa parlare del cuore delle donne. Dolce, malinconico, profondamente moderno, sa raccontare il mondo ante e post guerra, i dolori delle donne, la loro esistenza emarginata e piegata di esseri senza emancipazione. Lo sguardo impietoso e doloroso di una ragazza in un’Italia all’alba della seconda guerra mondiale. La vicenda di Alessandra è tragica, sin dal principio sentiamo l’incombenza d’un infausto destino, che nasce dall’infelicità, dalla solitudine, dall’acuta sensibilità di donne che cercano il loro posto in un mondo di uomini, insensibile e crudele che le considera oggetti senza indagare i loro desideri, sentimenti, frustrazioni.
Alessandra desidera solo essere amata e considerata, da suo padre, da suo zio e poi dall’uomo che sceglie. In lei ho ritrovato le ragazze che si sono battute perché le donne avessero dei diritti. Nemmeno aver preso parte alla Resistenza le garantisce un riconoscimento, né la possibilità di essere ascoltata e capita dall’uomo che ama, lui che non è capace di darle considerazione altrimenti se ne sentirebbe sminuito come “uomo”; né é capace di concedersi le lacrime o di essere sincero e interessato a lei.

L’ho amato molto, ritrovando nei pensieri, nelle riflessioni, nelle paure di Alessandra le mie e in certi ragionamenti mia nonna, mia mamma e molte di quelle ragazze che attraversarono il Novecento.
Un romanzo fiume, dal ritmo sincopato, a volte scorre melanconico, altre volte il ritmo diventa veloce e inquieto. Il mondo intorno è narrato senza descriverlo se non attraverso svariate vicende di vita femminile. Un ritratto impietoso della società patriarcale, che può aiutarci a comprendere il passato ma soprattutto quei tralci ancora intrecciati nel fosco presente che non ha ancora risolto il conflitto maschile/femminile.

Una carezza in un pugno.

Patrizia Cantatore