Fino al 2 aprile la prima parte della rassegna dedicata al maestro milanese, a cento anni dalla nascita.

Per il centenario dalla nascita del grande cineastaLuciano Emmer (Milano, 19 gennaio 1918 – Roma, 16 settembre 2009), la Cineteca Nazionale e la Casa del Cinema di Roma hanno voluto ricordarlo con una rassegna dei suoi migliori film. Iniziata il 12 marzo scorso, andrà avanti, ogni lunedì, fino al prossimo 2 aprile la programmazione di una prima selezione delle opere del grande regista e documentarista. Si alterneranno nell’ordine Domenica d’agostoParigi è sempre ParigiLe ragazze di Piazza di SpagnaIl bigamoLa ragazza in vetrina e Basta! Ci faccio un film.

PROGRAMMA

LUNEDÌ 12 MARZO

Sala Deluxe│15.30

Domenica d’agosto di Luciano Emmer (1950, 80’)

«Ad Ostia, in una calda domenica d’agosto, nascono e muoiono piccole e grandi storie, intimi drammi. Due giovani giocano a mentirsi (si fingono ricchi) per poi alla fine accettarsi per quello che sono. Un giovane disoccupato, la cui ragazza è andata al mare con un altro, partecipa a una rapina ed è arrestato. Un uomo e una donna, non più giovani, si liberano dei rispettivi figli e passano insieme la giornata…» (Chiti-Poppi). «Domenica d’agosto, pur così difettosa, è pellicola girata anche per un’altra ragione: la spontaneità. Il gran difetto di tanti film intellettuali è infatti la noia, della quale in cotesto film non v’è traccia» (Bianchi). Con Marcello Mastroianni, Ave Ninchi, Massimo Serato, Vera Carmi, Franco Interlenghi, Elvy Lissiak.

 

Sala Deluxe│17.30

Parigi è sempre Parigi di Luciano Emmer (1951, 104’)

Le vacanze degli italiani all’estero, in trasferta a Parigi per vedere la partita di calcio: ognuno cerca di divertirsi come può, ma a farla da padrone è il solito provincialismo dei gustosi personaggi in scena. Un Emmer leggero ed effervescente come in Domenica d’agosto, da cui prende la struttura narrativa ad episodi: dopo la grande stagione del dopoguerra, questo film, scritto tra gli altri da Sergio Amidei, apre le porte alla fase del cosiddetto neorealismo rosa.

LUNEDÌ 19 MARZO

Sala Deluxe│15.30

Le ragazze di Piazza di Spagna di Luciano Emmer (1952, 97’)

« Marisa, Elena e Lucia, lavoranti d’una grande sartoria nelle vicinanze di Piazza di Spagna, sono legate da intima amicizia. Abitano alla periferia di Roma: Marisa alla Garbatella, Elena a Monteverde, Lucia alle Capannelle. Marisa, di famiglia proletaria, è fidanzata con un operaio che minaccia di lasciarla quando inizia a fare l’indossatrice. Elena è promessa ad un impiegato: quando scopre che il fidanzato non l’ama veramente, ma mira solo al modesto appartamento in cui vive con la madre, la delusione la turba tanto da indurla a tentare il suicidio. L’amore di un onesto autista di piazza la salverà dalla disperazione. Lucia che è piccina, si sente particolarmente attratta dai giovanotti d’alta statura e non si cura di un piccolo ed esile fantino, che l’ama da anni… «La personalità del regista […] si va sempre meglio delineando, nei suoi limiti e nelle sue risorse. I suoi limiti sono segnati dall’esilità della sua vena crepuscolare, affabile del resto e maliziosa. Le sue risorse sono costituite dalla delicatezza del tocco, dalla levità dei suoi estri e dalla freschezza delle sue percezioni visive e psicologiche che col loro brio danno una specie di spuma» (Mario Luzi).

Sala Deluxe│17.30

Il bigamo di Luciano Emmer (1955, 100’)

«Sposato con Valeria (Ralli), il rappresentante di commercio Mario De Santis (Mastroianni) è accusato di aver contratto matrimonio sette anni prima anche con Isolina Fornaciari (Valeri): la scarsissima abilità del suo avvocato (De Sica, gigione come non mai) gli aumenterà i problemi invece di risolverli. Commedia improbabile su un caso di omonimia, ma piacevolmente comica, specie per merito di Mastroianni e Carotenuto (il detenuto Quirino, che prende in simpatia il “bigamo” e si ingegna per aiutarlo). Sceneggiatura di Sergio Amidei, Age, Furio Scarpelli, Vincenzo Talarico (che interpreta l’avvocato della moglie) e Francesco Rosi» (Mereghetti).

LUNEDÌ 2 APRILE

Sala Deluxe│15.30

La ragazza in vetrina di Luciano Emmer (1961, 92’)

«La ragazza in vetrina reca i segni di una meditazione, di una ispirazione non occasionale, di un irrobustimento della vena narrativa. […] Il prologo del film, nella miniera, è dotato di un vigore drammatico, di un vigore realistico insoliti per Emmer, e costituisce forse quanto di più intenso il cinema abbia dato sull’aspro lavoro dei minatori e sulla presenza incombente, assidua della morte nei cunicoli del sottosuolo. […] Nella pittura della celebre strada delle vetrine – dietro le quali le prostitute stanno in offerta come una merce –, nello scorcio di certi locali (come quelli per uomini soli), nell’introduzione di talune antitesi (l’Esercito della Salvezza), nella definizione delle psicologie Emmer ha spiegato una lucidità di linguaggio resa più accattivante dalla discrezione, dal pudore di cui egli ha dato prova» (Castello). Con Lino Ventura e Marina Vlady.

Copia restaurata e ricostruzione della versione originale a cura della Cineteca Nazionale

Sala Deluxe│17.30

Basta! Ci faccio un film di Luciano Emmer (1990, 101’)

«Dadi e Andrea, assieme ai loro amici, hanno concluso le scuole superiori. La loro idea è di rimanere uniti durante i due mesi di vacanze. Le loro vite sono in una importante fase di cambiamento che li vedrà più maturi. A distanza di ben 36 anni, da un suo film con un tema identico come Terza liceo, Emmer affronta il difficile momento, ma se vogliamo ancora spensierato, di passaggio tra la scuola e ciò che si vuole diventare nella vita. Del film del 1954 c’è anche una divertente autocitazione quando viene proiettato all’aperto e bersagliato dagli studenti che non vogliono più sentir parlare di scuola. Il titolo originale, voluto dal regista, è Basta! Ci faccio un film» (Farinotti).