di Patrizia Cantatore

Dal 15 gennaio e prorogata fino al 14 giugno 2026 la Pinacoteca Capitolina ospita il progetto espositivo “Il non finito: fra poetica e tecnica esecutiva”, un percorso affascinante che invita il pubblico a entrare nel cuore del processo creativo artistico. Allestita all’interno dei Musei Capitolini, la mostra propone uno sguardo inedito su alcuni dipinti incompiuti, rivelandone i segreti grazie a sofisticate indagini diagnostiche non invasive.

Curata da Costanza Barbieri e Claudio Seccaroni, l’esposizione nasce nell’ambito del progetto europeo EAR – Enacting Artistic Research e mette in dialogo arte e scienza. Attraverso tecnologie come riflettografia infrarossa, radiografia digitale e spettroscopia, il visitatore può osservare ciò che normalmente resta invisibile: ripensamenti, modifiche e stratificazioni che testimoniano la complessità del lavoro artistico.

Il percorso si apre con installazioni multimediali che introducono alle tecniche di indagine, per poi svilupparsi nelle sale della Pinacoteca. Tra i casi più significativi emerge il Cristo e l’adultera di Jacopo Palma il Vecchio, opera rimasta incompiuta e successivamente rimaneggiata, in cui le analisi rivelano cambiamenti nello sguardo e nei gesti dei protagonisti.

Di grande interesse anche i dipinti di Guido Reni, a cui è dedicata un’intera sala. Qui spicca l’Anima beata, accompagnata dal raro bozzetto preparatorio: un confronto che mette in luce un processo creativo ricco di varianti e “pentimenti”, dalle posture del corpo fino al panneggio. Le tecnologie digitali consentono di seguire passo dopo passo l’evoluzione dell’opera, mentre una ricostruzione tridimensionale ne amplia l’accessibilità anche al pubblico ipovedente.

Rilevante anche il confronto tra opere di Benvenuto Tisi detto il Garofalo, distinguendo le diverse fasi esecutive e il possibile intervento della bottega. Le cornici digitali, accanto ai dipinti, offrono la possibilità di “sfogliare” virtualmente i disegni preparatori, restituendo l’idea di un’opera ancora in divenire.

La mostra si inserisce in una riflessione più ampia sul tema del non finito, una categoria estetica che attraversa la storia dell’arte fin dall’antichità e che trova esempi illustri in maestri come Leonardo da Vinci, Michelangelo Buonarroti e Tiziano Vecellio. L’incompiuto, quindi più che una mancanza, appare come uno spazio aperto all’immaginazione dello spettatore, chiamato a partecipare attivamente al processo creativo.

Promossa da Roma Capitale e realizzata con il contributo del PNRR nell’ambito del programma NextGenerationEU, l’esposizione rappresenta un importante esempio di collaborazione tra istituzioni culturali e ricerca scientifica. Il risultato è un’esperienza immersiva e innovativa, capace di restituire al pubblico non solo l’opera finita, ma il suo farsi, il suo evolversi, la sua vita nascosta.

Una mostra che invita a guardare l’arte con occhi nuovi: non come qualcosa di dato e concluso, piuttosto come un processo in continuo divenire.

Opere in mostra:

Ingresso Pinacoteca: Sarcofago strigilato con i busti dei coniugi

Sala 1: Benvenuto Tisi detto il Garofalo, Circoncisione

               Benvenuto Tisi detto il Garofalo, Circoncisione, (Prestito della Galleria Cantore di Modena)

Sala 2: Jacopo del Palma, Cristo e l’adultera

Sala 3: Guido Reni, Silvio, Dorinda e Linco, (Allegoria dell’amore rifiutato)

               Guido Reni, Gesù e San Giovannino

               Guido Reni, Maddalena penitente

               Guido Reni, Fanciulla con corona

               Guido Reni, Anima beata (bozzetto)

               Guido Reni, Anima beata

               Modello 3D, Anima beata (ABAfi)

               Guido Reni, Fanciulla con anfora

               Guido Reni, Lucrezia

               Guido Reni, Cleopatra

               Ludovico Carracci, Ritratto di giovane