28 marzo 2026
Nella sua seconda tappa italiana, STMK TRIP propone un palinsesto urbano che si sviluppa attorno al cerchio e alla deriva.
Il 28 marzo 2026, San Stomak attraversa e scopre la città di Roma in automobile. Vi invitiamo a seguire Sant Stomak attraverso 3 tappe. Scopri la posizione in tempo reale: https://www.instagram.com/food_cultura/
6:00h. Alba EXIT #1 (Uscita 1 Aurelia). Carreggiata esterna, senso orario. La prima convocatoria è alle 6:00 alla Real Accademia di Spagna, da dove Sant Stomak con il suo seguito partirà in direzione dell’Uscita 1 del Grande Raccordo Anulare. All’alba, Sant Stomak entra nel GRA, simbolo del boom economico e dell’espansione edilizia — 160.000 veicoli al giorno, 68 km di lunghezza, 33 uscite. L’anello percorre simbolicamente tutta Roma; San Stomak si nutre della sua toponomastica, divorando la città in un tour uroborico. La segnaletica svela l’antica struttura romana così come le periferie di vecchia e nuova formazione, una transurbànza (F. Careri) su ruote che ci conduce a ripensare il nostro modo di vivere e comprendere la città. Uscite ed entrate si fondono e la EXIT 1 si trasforma in un miraggio che invita a riflettere sulla funzione delle strutture urbane, periurbane e sociali; sugli elementi costruttivi (porte-varchi) che sono, al tempo stesso, aperture verso l’esterno o dispositivi che ci conducono a chiuderci, elementi di distinzione tra chi è dentro (IN) e chi resta fuori (OUT). 8:30h – 9:30h Convocatoria / Colazione. Porta San Pancrazio. Bar Gianicolo.
La seconda convocatoria a base di caffè e cornetto è prevista dalle 8:30 alle 9:30 al Bar Gianicolo, davanti a Porta San Pancrazio (antica Porta Aurelia). La chiamata pubblica è aperta a tutti i cittadini e conducenti romani, associazioni motoristiche, moto club, vespa club, tassisti, trattori e a tutti i mezzi di locomozione che desiderino unirsi alla carovana. Dalle 10:00h alle 11:30h GIRO URBANO. Carovana su ruote. Durante il GIRO URBANO, San Stomak, nella sua anima dialogica e dualista — che connette il sacro e il profano, la tradizione e le necessità contemporanee — invita il nostro sguardo a vagare in nuovi panorami e guida il nostro cammino verso le viscere della città, dentro le mura, in una processione che, per la sua concezione motorizzata, ricorda gli autobus turistici che in alta stagione occupano in lunghe file le strade cittadine;
Il giro urbano ci conduce ad attraversare una città fatta di monumenti e cenotafi eretti in onore di una mitologia istituzionalizzata o alternativa, entrambe rappresentative delle politiche o delle necessità della società nel corso della sua storia, entrambe caduche e mutevoli: Colosseo, FAO, Monte dei Cocci, Mattatoio, Pirámide, Gasometro, Mercati Generali… Il giro di Sant Stomak non soggiace alle leggi del capitale, dell’utilità, del monumento, del “bisogna vedere” e del “bisogna andare” tipico dei viaggi organizzati; tuttavia, rende visibile la struttura, utilizza il meccanismo e lo sovverte in un processo ludico, creativo e digestivo della realtà, dei ritmi della vita quotidiana, dei rituali urbani contemporanei.
Dalle 12:00h alle 13:00h SANT STOMAK MEETS SAN PIETRO. Academia de España. Tempietto del Bramante. Via Crucis / Via Garibaldi. Processione, installazione e rituale delle offerte. Per la terza tappa del suo tour romano, SANT STOMAK MEETS SAN PIETRO in un ultimo dialogo obbligato con la città santa. Alle 12:00 Sant Stomak parcheggia l’automobile ai piedi del Gianicolo, distaccandosi dalla città contemporanea, e sale a piedi verso la Real Academia de España en Roma. La struttura cadenzata delle stazioni della Via Crucis, che richiama la numerazione del GRA, ci conduce fino al Tempietto del Bramante, accompagnati dalla musica creata in collaborazione con i borsisti dell’Accademia. L’arrivo e l’installazione di Sant Stomak sotto la statua di San Pietro coincidono con l’inizio delle celebrazioni e del tradizionale rituale delle offerte, dedicate al tema dell’alimentazione, della digestione, della fame e delle nostre abitudini quotidiane legate al cibo. Il mercato è il cuore della città europea. Ovunque avanzasse il piede romano, si apriva una piazza del mercato (o si romanizzava quella esistente) e si tracciava il cardo e il decumano della vita urbana. Le chiese, successivamente, cominciarono a occupare quella piazza, adattandosi a essa, volendo essere il centro della città. Ma tutti i centri urbani finiscono per muoversi dietro al loro vero cuore: il mercato. Le città moderne più tardive vissero un cambiamento diverso: quello di ripensare il mercato e usare il design urbano per costruirlo. L’invenzione dell’automobile a motore e l’imposizione dei flussi veicolari spostando il centro (ora chiamato commerciale) nelle periferie fu una rivalutazione tecnica delle finanze: creare bisogni. Dallo scambio al consumo… Il centro divenne sempre più fittizio (case con architettura tradizionale di cartapesta), più vetrato, più brillante, più sonoro, più cinematografico (proprio il cinema fu lo spazio della strada trasferito più rapidamente) al punto che non si sa più quale sia il centro. In questo tipo di città, ognuno finisce per avere il proprio: si colloca in una parte del tessuto urbano e genera, con dimensioni variabili per persona, con connessioni di metro e BusNit, la propria città. (Yaiza Bocos Mirabella)
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