Impressionismo E Oltre. Capolavori dal Detroit Institute Of Arts
Dal 4 dicembre al 3 maggio 2026 al Museo dell’Ara Pacis di Roma
di Patrizia Cantatore
Al Museo dell’Ara Pacis approda una straordinaria selezione di cinquantadue capolavori provenienti dal Detroit Institute of Arts, uno dei più prestigiosi musei degli Stati Uniti. L’esposizione riunisce alcuni tra i nomi più influenti dell’arte europea tra XIX e XX secolo: dai pionieri dell’Impressionismo, come Degas e Renoir, ai protagonisti delle avanguardie parigine, Matisse e Picasso, senza dimenticare le visionarie sperimentazioni di Van Gogh e gli innovatori dell’arte tedesca quali Kandinskij e Beckmann.
La mostra nasce dalla collaborazione tra la Soprintendenza Capitolina ai Beni Culturali, Mondo Mostre, Zètema Progetto Cultura e l’Università La Sapienza di Roma. Curata dalla prof.ssa Ilaria Miarelli Mariani e dal prof. Claudio Zambianchi, è stata pensata per valorizzare lo spazio architettonico dell’Ara Pacis, luogo in cui antico e contemporaneo dialogano con naturalezza. Come spiegano i curatori, presentare oggi queste opere significa offrire ai visitatori un vero e proprio “manuale visivo” della storia dell’arte moderna: una collezione che in Italia sarebbe difficile ammirare, poiché il collezionismo nazionale investì poco sulle ricerche impressioniste e postimpressioniste. A Detroit, invece, lungimiranti mecenati e imprenditori sostennero negli anni la crescita del museo con generose donazioni, contribuendo a creare un patrimonio davvero unico.
Il percorso espositivo si apre con tre sale dedicate alla pittura francese tra la metà dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. La prima racconta la nascita dell’Impressionismo e il nuovo sguardo rivolto alla realtà quotidiana: i visitatori incontrano Degas, Cézanne, Pissarro, Sisley e Renoir, autore del raffinato Donna in poltrona, immagine simbolo della mostra, che cattura con spontaneità la modernità del vivere urbano. Accanto a loro compare anche l’opera di Max Liebermann, principale interprete tedesco dell’estetica impressionista.
Nella seconda sala si assiste al superamento dell’Impressionismo dopo il 1886: gli artisti non si limitano più a registrare sensazioni luminose, ma trasformano la natura in costruzioni formali ed emotive. È il caso della maestosa architettura cromatica di Cézanne, della rinnovata classicità di Renoir e dell’intensità vibrante di Van Gogh, evidente in Rive dell’Oise ad Auvers, dove la pennellata dà forma al movimento dell’acqua. Le lezioni di Gauguin e dei Nabis sul colore aprono la strada a quella stagione che Roger Fry definirà “postimpressionismo”, un’arte che non imita il vero ma costruisce armonie parallele alla realtà.
La terza sala è dedicata alla Parigi dei primi vent’anni del Novecento, dominata dalla presenza di Picasso e Matisse: dalle fasi rosa e cubista del primo alle sperimentazioni del secondo durante la Grande Guerra. Accanto ai due maestri si trovano le opere cubiste di Maria Blanchard – unica pittrice in mostra – e Juan Gris, e le intense soluzioni espressioniste di Modigliani e Soutine: di quest’ultimo spiccano i Gladioli rossi, un’esplosione di colore sullo sfondo materico e terroso del dipinto.
L’ultima sala conduce invece nell’universo dell’avanguardia tedesca. Tre opere di Pechstein, Kandinskij e Feininger rappresentano i gruppi fondamentali del periodo anteguerra, die Brücke e Blaue Reiter, raccolte grazie alla visione del direttore Wilhelm R. Valentiner. Il resto della selezione appartiene al dopoguerra e riflette, con toni spesso drammatici, le ferite di un Paese sconfitto: lo si percepisce nelle figure tormentate di Heckel e Schmidt-Rottluff, nelle atmosfere inquietamente spirituali di Nolde e Kokoschka e nell’intensissimo Autoritratto del 1945 di Beckmann, che ritrae un momento di crisi personale e la consapevolezza del fallimento delle proprie idee e la devastazione causata dal conflitto (letteralmente dal suo diario: “…la Germania è distrutta e io ?”).
In linea con l’impegno della Sovrintendenza Capitolina nel rendere i musei luoghi inclusivi e accessibili, la mostra Impressionismo e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts offre un percorso ricco di strumenti per tutti: visite multisensoriali, laboratori creativi, video LIS sottotitolati, postazioni tattili e visite guidate con interpreti LIS. Queste iniziative, realizzate in collaborazione con l’Istituto dei Ciechi Francesco Cavazza, Rai Pubblica Utilità e diversi enti sociali, permettono a ogni visitatore di fruire dell’esposizione in modo completo e partecipato.
INFO
Degas – Matisse – Picasso – Renoir – Van Gogh Impressionismo E Oltre. Capolavori Dal Detroit Institute Of Arts 4 dicembre 2025 – 3 maggio 2026
Museo dell’Ara Pacis Lungotevere in Augusta (angolo via Tomacelli) – 00186 Roma
Orari
Tutti i giorni 9.30-19.30
24 e 31 dicembre 9.30-14.00
1° gennaio 2026 11.00-20.00
Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura
Giorni di chiusura
1° maggio e 25 dicembre
Biglietto “solo Mostra”: intero € 15,00 – ridotto € 13,00
Prevendita: € 1,00
Per maggiori informazioni: tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 19.00)












