di Patrizia Cantatore

La lezione è un film presentato alla Festa del cinema di Roma 2025, uscirà nelle sale il 5 marzo 2026, la regia è di Stefano Mordini ed è tratto dal romanzo di Marco Franzoso, un romanzo thriller teso e spiazzante, che immerge nell’aria opprimente di una quotidianità che sta per esplodere in follia. Sceneggiato da Stefano Mordini e Luca Infascelli, è la storia di Elisabetta (Matilda De Angelis), giovane e brillante avvocata di Trieste, che ottiene un importante successo difendendo un carismatico professore universitario (Stefano Accorsi) dall’accusa di violenza sessuale. Il professore – pur essendo stato reintegrato nell’ateneo – è relegato in un ruolo marginale e vuole che Elisabetta avvii una causa contro l’università. L’avvocata però non è convinta di voler continuare a difenderlo, nonostante i problemi economici, è una donna che ha un passato da vittima di stalking da parte del suo ex-compagno, condannato e ora a nuovamente in libertà. Paure dimenticate sembrano tornare a ossessionarla, segnali inquietanti di presenze attorno a sé fanno aumentare la tensione e una minaccia crescente sembra suggerirle che l’ex-compagno possa aver ripreso a perseguitarla.

Il confine tra realtà e immaginazione sembra assottigliarsi, Elisabetta decide di cercare la verità, in un crescendo di tensione che la costringe a mettere in discussione tutto ciò che credeva di sapere. Se il romanzo di Franzoso si muoveva nelle colline romagnole, il film ha scelto la città di Trieste con i suoi silenzi, i colori freddi, l’atmosfera fumosa e mitteleuropea che contribuisce a rilevare l’aspetto enigmatico.  

L’attenzione è puntata sulla difficoltà delle donne di convivere in ambienti dominati da uomini e come questi utilizzino il potere, come quello accademico o relazionale per una sorta di rivalsa rispetto ad una frustrazione nei confronti di un femminile misconosciuto quale valore. Le pressioni sempre più distruttive e violente (lo stalking, violenza psicologica e sessuale) precipitano le vittime in un vortice che confonde la realtà dalla paranoia, portando all’annientamento.

Il film fa suoi gli interrogativi del romanzo:                             

“Quale distanza ci separa dalla violenza? Chi di noi può dirsi davvero innocente?”.

Una riflessione sulla società patriarcale che non riesce a riconoscere i danni che procura, né a comprendere fino in fondo la crisi e lo stravolgimento emotivo provocato nelle vittime, che perdono anche fiducia sul proprio istinto, sul proprio giudizio. Traumi che possono trasformare le vittime in “agenti” della violenza, in una catena senza fine.

In un’Europa che ogni anno conta centinaia di femminicidi, La lezione è un film che rileva quanto sia importante una presa di coscienza sociale che riconosca i danni di un mancato riconoscimento della parità dei generi e punisca severamente reati di stalking o di violenza psicologica, quanto quelli di violenza fisica, rompendo quello schema tra colpa e innocenza che lascia scoperta una “zona grigia” di giudizio e persecuzione invisibile.