La pittura di Giulio Romano si rivela nella sua vitalità con scoperte e nuove prospettive.

di Roberto Benatti

Il soffitto della Camera di Amore e Psiche di Palazzo Te, affrescato da Giulio Romano e bottega tra il 1526 e il 1528 con la stupefacente interpretazione dell’omonima favola di Apuleio, torna a splendere dopo l’intervento di restauro conservativo promosso dalla Fondazione Palazzo Te e sostenuto dalla Fondazione Giulio e Giovanna Sacchetti Onlus, attiva nei progetti a favore del patrimonio storico, culturale e artistico.

Nel cuore del Rinascimento italiano, Palazzo Te si erge come un monumento alla creatività e all’ingegno. E oggi, grazie a un meticoloso intervento di restauro, uno dei suoi gioielli più preziosi, il soffitto affrescato della Camera di Amore e Psiche, torna a risplendere in tutto il suo magnifico splendore. Questo eccezionale recupero non è solo una vittoria per l’arte, ma un vivida testimonianza dell’importanza vitale del restauro nella valorizzazione e conservazione del nostro inestimabile patrimonio culturale.

La Camera di Amore e Psiche, un capolavoro del manierismo italiano affrescato da Giulio Romano e la sua bottega tra il 1526 e il 1528, narra l’omonima favola di Apuleio con una ricchezza e una complessità iconografica mozzafiato. Per anni, i segni del tempo avevano velato la brillantezza originaria di queste pitture, rendendo meno nitida la visione delle scene mitologiche, della struttura cassettonata dorata e degli stucchi che impreziosiscono l’ambiente più sontuoso del Palazzo.

L’intervento conservativo, promosso dalla Fondazione Palazzo Te e generosamente sostenuto dalla Fondazione Giulio e Giovanna Sacchetti Onlus, si inserisce nel più ampio progetto di celebrazioni del Cinquecentenario di Palazzo Te e prosegue la tradizione di eccellenza nel restauro, in continuità con il lavoro svolto nel 1989 dall’Istituto Centrale per il Restauro. Questo progetto non è stato solo un’operazione di pulizia, ma una vera e propria indagine scientifica e artistica.

Il restauro, eseguito con maestria da Marica Negri e Isotta Lorenzini, ha coinvolto diverse tipologie di superfici decorative: dai dipinti a olio con le scene della storia di Amore e Psiche, alla struttura cassettonata con elementi vegetali su base dorata, fino al modellato in stucco e agli affreschi delle lunette. Ogni dettaglio è stato oggetto di attenta cura e precisione.

“L’intervento si è concentrato soprattutto sulla conservazione dei materiali che compongono il soffitto – strutture, pitture e stucchi – per garantirne la stabilità e la durata nel tempo,” spiegano i restauratori. Ma è stata la “pulitura approfondita delle superfici che ha permesso di restituire alla Volta la sua luminosità originaria, offrendo al pubblico una visione più nitida e intensa dell’opera.” Questo processo ha non solo rimosso la patina del tempo, ma ha anche rivelato la sorprendente vitalità delle pitture, dove sono emersi passaggi di più artisti e persino correzioni in corso d’opera, offrendo uno sguardo privilegiato nel processo creativo di Giulio Romano e della sua bottega.

Parallelamente all’intervento fisico, una campagna di indagini multispettrali, condotta da Vincenzo Gheroldi e Sara Marazzani, ha fornito dati cruciali sugli interventi precedenti e sui fenomeni di degrado in corso. Questi studi hanno permesso di creare “mappe di vulnerabilità,” orientando le future strategie di manutenzione verso una conservazione mirata e sostenibile. Il restauro, quindi, non è solo riparazione, ma anche un’opportunità inestimabile di studio e ricerca, che approfondisce la nostra conoscenza delle tecniche pittoriche rinascimentali e sviluppa nuove metodologie per la tutela dei beni culturali.

Come sottolinea Stefano Baia Curioni, direttore di Palazzo Te: “L’intervento di conservazione del soffitto della Camera di Amore e Psiche è un passaggio importante del programma del Cinquecentenario di Palazzo Te, un progetto che unisce l’importante piano di conservazione programmata… e l’ampliamento del sistema di partenariati.” Questo evidenzia come il restauro sia un catalizzatore per la collaborazione tra enti pubblici e privati, come la Fondazione Giulio e Giovanna Sacchetti Onlus, il Comune di Mantova e la Soprintendenza Archeologica delle Belle Arti e del Paesaggio.

La visione e la generosità di mecenati come Giovanna Zanuso, presidente della Fondazione Giulio e Giovanna Sacchetti, sono fondamentali. “Seguire il restauro conservativo della Camera di Amore e Psiche e vederne oggi la conclusione per me è stata un’esperienza molto appagante,” dichiara Zanuso, esprimendo l’auspicio che questo restauro “sia una porta verso il futuro e apra nuove prospettive per la ricerca e per ammirare questa meraviglia, oggi restituita al pubblico in tutto il suo splendore.”

Il restauro del soffitto della Camera di Amore e Psiche è più di un semplice intervento tecnico; è un atto di devozione verso il nostro passato, una dimostrazione tangibile del valore intrinseco della bellezza e della cultura. È la promessa che le generazioni future potranno continuare ad ammirare e a trarre ispirazione dalla magnificenza del genio umano. Per i visitatori di Palazzo Te, ora si apre la possibilità di un’esperienza ancora più intensa e vivida, un’immersione completa nella narrazione senza tempo di Amore e Psiche, così come concepita dal sublime pennello di Giulio Romano.