Dal 20 settembre 2025 la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma inaugura una nuova stagione grazie alla straordinaria donazione della “Cy Twombly Foundation”. Inaugurata la nuova Sala Cy Twombly con dodici opere donate, tra cui un Picasso, un laboratorio di restauro e un corso post laurea internazionale per la conservazione delle opere su carta.

di Patrizia Cantatore

Donazione d’eccezione alla Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea, si tratta di oltre alle dodici opere di Cy Twombly; la riqualificazione del laboratorio di restauro e un corso internazionale post laurea dedicato alla conservazione dell’arte contemporanea su carta, arricchendo e confermando la GNAMC come uno dei poli più autorevoli nel panorama museale europeo.  Un gesto dal valore complessivo di “42,5 milioni di dollari” che, nelle parole del Ministro della Cultura Alessandro Giuli, rappresenta «un segno di fiducia e di riconoscimento del ruolo istituzionale del Ministero e della Galleria».

Il cuore della donazione è la Sala dedicata a Cy Twombly che ospita tredici capolavori realizzati a Roma tra il 1957 e il 1963, tra cui l’imponente “Untitled (Navel of the World)” (1959-61), una grande tela (197,5X234,8) eseguita con matita, olio e pastelli a cera e una rara scultura del 1959, in legno, foglia di plastica, gesso, pigmento rosso, pittura di pareti (71x34x39,5) ed altre,  che dialogheranno con due opere già presenti in collezione, tra cui “Second Voyage to Italy” (La caduta di Iperione) 1962, dono di Giorgio Franchetti, e Untitled (1958) lascito di Palma Bucarelli, ricreando un nucleo unico a testimonianza del legame profondo dell’artista statunitense con l’Italia.

Tra le donazioni, il pubblico potrà ammirare anche il pastello di Pablo Picasso “Nu Debout” (1906),

collocato nel nuovo allestimento con taglio pedagogico e cronologico tra un nudo di Modigliani e un quadro di van Dongen nel II settore del museo.

Cy Twombly era nato a Lexington (Virginia) nel 1928, studiò al Black Mountain College insieme a Rauschenberg, Cage e Cunningham. Dal 1957 visse a lungo a Roma, dove nel 1958 presentò la sua prima personale alla Galleria La Tartaruga. Durante la permanenza in Italia, realizzò alcune opere emblematiche tra cui “Olympia, Arcadia, Blue Room, Sunset sviluppando un linguaggio che si esprime attraverso l’unione dei segni calligrafici, le stratificazioni cromatiche e le suggestioni letterarie, in particolare dalla poesia e dal mito classico. Studiando l’atmosfera di Roma, nei primi anni ’60 realizzò le opere della serie Ferragosto e The Italians, (1961).

Twombly è spesso associato all’Espressionismo astratto e alla cosiddetta Scuola di New York, ma la sua ricerca si distingue nettamente. Alcuni critici tendono ad inserirlo nella scrittura automatica surrealista e all’espressionismo concettuale, per la centralità del segno, del gesto e della parola. Il suo è un linguaggio pittorico caratterizzato da: segni calligrafici, scarabocchi, tracce che evocano scrittura e grafia; stratificazioni cromatiche e gestuali, spesso materiche; riferimenti alla mitologia classica, alla letteratura e alla poesia, che compaiono sotto forma di parole scritte sulla tela; una tensione tra ordine e caos, tra memoria culturale e spontaneità del gesto. Profondamente lirico, per lui l’opera diventa spazio di evocazione, in cui la pittura non rappresenta, ma suggerisce emozioni, miti e frammenti di memoria. È considerato un ponte tra l’Espressionismo astratto americano e la sensibilità europea del dopoguerra.

La Sala a lui dedicata nella GNAMC testimonia il legame profondo dell’artista statunitense con l’Italia, restituendo al pubblico un nucleo unico di opere che intrecciano memoria antica e sensibilità contemporanea.  Come ha dichiarato Nicola Del Roscio, Presidente della Cy Twombly Foundation, la donazione rappresenta un momento cruciale della carriera dell’artista che nella sua permanenza in Italia, si lasciò incantare e orientare dalla cultura mediterranea, soprattutto nella nostra città, «Roma, la sua architettura, la musica, il cinema e il paesaggio italiano furono per Twombly fonte inesauribile d’ispirazione» ha concluso il presidente, considerando naturale che le opere trovino posto nella GNAMC.

La seconda parte della donazione è il finanziamento di “1,475 milioni di dollari” per la riqualificazione del laboratorio di restauro della Galleria, istituito nel 1976. Il nuovo spazio, ampliato a 470 mq e dotato d’ingresso indipendente, offrirà postazioni per borsisti, depositi attrezzati e soluzioni progettate per garantire standard di lavoro all’avanguardia. Un investimento che non solo modernizza le strutture, ma rafforza la tradizione italiana del restauro come eccellenza riconosciuta a livello internazionale.

La terza parte della donazione vuole guardare al futuro: la Cy Twombly Foundation finanzierà con “1,5 milioni di dollari in 15 anni” un corso post laurea internazionale dedicato al restauro delle opere contemporanee su carta, sviluppato in collaborazione con l’ ”ICPAL” (Istituto centrale per la patologia degli archivi e del libro) e la “Scuola di Restauro di Botticino – Valore Italia”. Nel programma sono previste borse di studio annuali e la creazione di una piattaforma di ricerca e formazione che proietta la GNAMC nel cuore del dibattito internazionale sulla conservazione. «Un’iniziativa innovativa e unica per approccio e modalità operative», ha commentato Salvatore Amura, Ad Valore Italia.

La Direttrice della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, Renata Cristina Mazzantini, ha definito l’iniziativa «una nuova stagione di ricerca e dialogo internazionale»  riconfermando la vocazione storica di “museo del presente” dello GNAMC , sottolineando l’importanza delle donazioni che inaugurano una stagione nuova di ricerca e realizzano una piattaforma di dialogo internazionale, a conferma della centralità del sistema restauro italiano nel mondo.

La triplice donazione segna un punto di svolta e rafforza il legame storico di Cy Twombly con Roma, consolidando la Galleria Nazionale come “luogo di memoria, innovazione e formazione”, capace di guardare al passato e al futuro dell’arte contemporanea.