All’interno della Villa Strobele, nella Val Sella, opere di artisti contemporanei, ricuciono con il linguaggio naturale, il legame con l’ambiente che le ospita.

di Roberto Benatti


Immaginate di passeggiare in un bosco del Trentino, dove il profumo di resina e terra umida si mescola a una sensazione di meraviglia. Tra faggi secolari e sentieri che si snodano nel verde, non troverete solo la natura incontaminata, ma anche opere d’arte che nascono da essa e con essa dialogano. Questo luogo magico esiste e si chiama Arte Sella, un museo a cielo aperto unico nel suo genere, incastonato nella splendida Val di Sella a due passi dalla Val Sugana e da Levico e Vetriolo Terme.
Nato nel 1986, Arte Sella non è una semplice esposizione di sculture all’aperto. È un progetto creativo in continua evoluzione, basato su un principio tanto semplice quanto profondo: l’artista non impone la sua opera alla natura, ma la crea con la natura. Utilizzando materiali reperiti sul posto – legno, sassi, foglie, rami – artisti di fama internazionale danno vita a installazioni che sono destinate a seguire il ciclo vitale del bosco. Le opere crescono, si modificano con le stagioni, si degradano lentamente fino a tornare a essere parte integrante del paesaggio.
Visitare Arte Sella significa intraprendere un’esperienza immersiva. Il percorso si snoda attraverso due aree principali: il sentiero ArteNatura e l’area di Malga Costa, cuore pulsante del museo, dove si concentrano le installazioni più monumentali. Non è una visita passiva; è un cammino di scoperta, dove ogni curva del sentiero può rivelare una nuova sorpresa, un’intuizione, un’emozione.
Opere che Parlano la Lingua della Natura
Le installazioni di Arte Sella sono oltre 60, ma alcune sono diventate vere e proprie icone, capaci di riassumere la filosofia del luogo.

Forse l’opera più celebre e maestosa, la Cattedrale Vegetale è un’architettura vivente. Composta da più di 3.000 rami intrecciati che formano le navate e le colonne di una basilica gotica, questa struttura monumentale non è fine a se stessa. All’interno di ogni colonna è stato piantato un giovane carpino. L’idea visionaria di Mauri è che, con il passare degli anni, la struttura artificiale in legno marcirà e scomparirà, mentre gli alberi cresceranno, prendendo il suo posto e formando una cattedrale di tronchi e foglie. È un capolavoro che incarna perfettamente il concetto di arte che si trasforma nel tempo, un dialogo tra l’ingegno umano e la forza inarrestabile della natura.

Più recente ma di impatto visivo straordinario, “Simbiosi” dell’artista Edoardo Tresoldi esplora il confine tra presenza e assenza, tra costruito e naturale. L’opera, realizzata con la caratteristica rete metallica di Tresoldi, si presenta come un’architettura “fantasma” di 5 metri di altezza che si integra con le rovine di un’antica malga. La trasparenza della struttura permette al paesaggio di attraversarla, creando un legame quasi onirico tra le vestigia del passato umano e la vegetazione che se ne sta riappropriando. È una riflessione poetica sulla memoria e sulla capacità della natura di fagocitare e trasformare ogni cosa.

Anche un maestro dell’Arte Povera come Pistoletto ha lasciato il suo segno ad Arte Sella. La sua opera è un grande solco nel terreno che disegna il simbolo del “Terzo Paradiso”: una riconfigurazione del segno matematico dell’infinito. I due cerchi esterni rappresentano la natura e l’artificio (il mondo della tecnologia), mentre il grande anello centrale è il luogo della loro unione, una nuova dimensione di equilibrio sostenibile tra uomo e ambiente. Realizzata con alberi piantati lungo il suo perimetro, l’opera è un potente manifesto, un invito a progettare un futuro in cui l’umanità possa prosperare in armonia con il pianeta.

Nel 2018, la tempesta Vaia ha devastato la Val di Sella, abbattendo migliaia di alberi e danneggiando o distruggendo molte opere. Quella che poteva essere la fine di Arte Sella si è trasformata, invece, in una potente testimonianza della sua stessa filosofia. Il museo ha dimostrato una straordinaria resilienza, ripartendo proprio da quel legno spezzato per creare nuove installazioni e per rafforzare il suo messaggio: l’arte, come l’uomo, non è immune alle forze della natura, ma può trovare in esse un’occasione di rinascita.
Visitare Arte Sella oggi significa quindi non solo ammirare capolavori unici, ma anche partecipare a una profonda riflessione sul nostro rapporto con il mondo naturale. È un invito a rallentare, ad ascoltare il bosco e il nostro ambiente naturale, per scoprire come l’arte e l’essere umano, possano germogliare, vivere e trasformarsi insieme a esso, in un ciclo perpetuo di bellezza e vita.