In occasione del centenario della nascita del celebre scultore spagnolo, l’Instituto Cervantes di Roma ospiterà la mostra personale “Martín Chirino. Lo scultore del ferro” (1925 – 2019) presso la Sala Dalí dal 20 febbraio al 3 maggio 2025. L’evento, organizzato dall’Instituto Cervantes in collaborazione con la Fondazione CajaCanarias e la Fondazione Martín Chirino per l’Arte e il Pensiero, è curato da Marta Chirino e Alejandro Togores. Per la prima volta in Italia, l’esposizione presenterà una selezione di opere, tra sculture, disegni e incisioni risalenti al periodo dal 1957 al 2011, rendendo omaggio a uno dei più importanti artisti spagnoli del XX secolo. L’inaugurazione si terrà giovedì 20 febbraio alle ore 18.00.
Questa mostra segna l’inizio delle celebrazioni per Chirino al di fuori della Spagna, evidenziando la sua dimensione internazionale, che si intreccia con le sue radici nelle Canarie. Saranno esposte anche fotografie dell’amico Alejandro Togores, scattate tra il 1971 e il 2018, che mostrano i processi creativi dell’artista e il suo ambiente di lavoro, rivelando il suo lato più autentico.
Chirino, ricordando il suo legame con il ferro, afferma: “Il ferro rovente sembrava fluire dalle mie mani”. La mostra presenterà alcune delle sue serie più celebri, come Venti, Alisei, Teste, Paesaggi e Aerovori, utilizzando diverse tecniche artistiche.
Le opere in mostra rappresentano un insieme armonioso e intrecciato, con ogni serie che costituisce un’unità creativa. Negli anni ’40, Chirino lavorò per un breve periodo sulle navi di Puerto de la Luz, viaggiando verso le coste africane. In molte delle sue Teste, egli si ispira all’arte africana, esprimendo la sua ammirazione per le maschere.
Oltre alla sua esplorazione dell’arte astratta, Chirino si rifà a influenze come Julio González e Malevitch, che hanno segnato il suo percorso artistico, specialmente nel gruppo “El Paso” dal 1958. La scultura di Chirino si caratterizza per la sua connessione con la natura e per il modo in cui il vento diventa un elemento chiave della sua produzione.
Negli anni ’70, la sua scultura evolve, diventando più leggera e trasformandosi in un sogno fantastico con gli Aerovori, opere che evocano il volo e l’ascesa. I Paesaggi, esposti nella mostra, rappresentano il ritorno a terra, evidenziando l’importanza dell’osservazione umana.
Accanto alla scultura, il disegno è un mezzo fondamentale per Chirino, un modo per affrontare le sfide spaziali della scultura stessa. I suoi disegni riflettono la sua visione tridimensionale e il suo lavoro nell’incisione ha ulteriormente arricchito la sua espressione artistica.
Nato a Las Palmas de Gran Canaria il 1° marzo 1925, Chirino cresce in un ambiente legato ai cantieri navali. Si trasferisce a Madrid per studiare Belle Arti, approfondendo la sua ricerca sul ferro. Dopo aver studiato in Italia e Londra, torna alle Canarie, dove realizza opere influenzate dall’arte africana e dal surrealismo. Dopo il successo della mostra al MOMA, Chirino diventa una figura di spicco negli Stati Uniti.
Nel corso della sua carriera, Chirino ha ricoperto ruoli significativi, come presidente del Círculo de Bellas Artes di Madrid e direttore del Centro Atlantico d’Arte Moderna. Ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti, tra cui il Premio Nazionale di Arti Plastiche e il dottorato onorario dall’Università di Las Palmas.
Fondando la Fondazione Martín Chirino nel 2015, ha creato un luogo di divulgazione artistica e culturale. Chirino è scomparso a Madrid l’11 marzo 2019, lasciando un’eredità duratura nel mondo dell’arte.
INFORMAZIONI MOSTRA
Titolo: “Martín Chirino. Lo scultore del ferro”
Sede: Instituto Cervantes di Roma, Sala Dalí, Piazza Navona 91, Roma
Periodo: 20 febbraio- 3 maggio 2025
Orario: da martedì a venerdì dalle 14.00 alle 20.00; sabato dalle 15.00 alle 20.00; domenica e lunedì chiuso
Ingresso libero
Per informazioni: tel +39 06 6861871
