di Patrizia Cantatore

La serie Good Girls Revolt su Amazon Prime è un prodotto  veramente ben fatto.

Siamo a New York 1969/70, nella redazione del News of the week, un gruppo di ragazze lavorano al giornale, non sono redattrici ma documentariste, raccolgono documentazione e notizie, correggono e suggeriscono, in molti casi scrivono articoli pubblicati con il nome di un reporter uomo da cui dipendono. Sono quasi tutte laureate mentre non tutti i colleghi lo sono.

Tra sciovinismo e patriarcato le disavventure di queste ragazze si scontrano con la dura realtà della discriminazione, dell’ingiustizia sociale, della lotta per poter avere un ruolo.

Patty, Jane, Cindy sono quelle giovani donne che negli anni 70 hanno lottato per diventare consapevoli e ottenere diritti e uguaglianza e per fortuna ci sono riuscite.

Una serie che mette il dito nella piaga a cui la società patriarcale aveva costretto a vivere e soffrire, milioni di donne ma anche per mostrare quanto sia cambiato il mondo occidentale e come sia facile tornare a cadere in stereotipi che mortificano una parte consistente dell’umanità.

Una serie sul giornalismo come si faceva prima di internet, entusiasmsnte e assolutamente da vedere.

Uomini e donne non sono nemici, il patriarcato li rende tali e lo fa solo per speculare, a vantaggio di un’economia che si regge sulla discriminazione.