
di Patrizia Cantatore
La Festa del Cinema di Roma incorona il film della cinese Huo Xin come miglior Film e miglior opera prima.
Il film tradotto in Bound in Heaven “Legati in Paradiso” è un’opera profondamente commovente che riesce ad indagare temi sociali raramente affrontati dal cinema cinese, come la violenza domestica, e il modo di affrontare la malattia terminale dal sistema sanitario cinese. Ci mostra la separazione tra un mondo ricco e tecnologicamente avanzato e il resto della popolazione che vive una condizione arretrata, di solitudine, stenti e povertà.
La storia è quella di Yo una donna che lavora nella finanza, compagna di un agiato uomo d’affari, violento e sadico che la ricopre di lividi su tutto il corpo tranne che sul bellissimo viso. Scopriremo nella storia che la donna ha tentato varie volte di lasciarlo e ogni volta lui è riuscito a costringerla con la minaccia a tornare insieme. Il film inizia con una cena, nel corso della quale, l’uomo, cede i biglietti acquistati dalla fidanzata per l’agognato concerto di Faye Wong di cui è fan, alla coppia di clienti che hanno invitato nell’intento di umiliarla ed esercitare il suo potere.
La ragazza tenterà di ricomprarli fuori dallo stadio, dai bagarini abusivi, proprio lì conoscerà Tai, un uomo un po’ rozzo e alla deriva che le proporrà di vedere il concerto gratuitamente dal sotterraneo dello stadio attraverso una finestra. Tra i due si accenderà una passione e un desiderio ma solo un anno dopo si rincontreranno, Tai le confesserà di avere un carcinoma a cellule ad anello e che ormai, non aspetta che la morte.

Come ha raccontato la regista, sceneggiatrice di successo di film d’autore come Shower (1999) e di grandi successi commerciali come Kung Fu Hustle (2004), che per la prima volta si è cimentata nella regia, la storia si svolge nell’arco temporale che va dall’inverno 2010 all’inverno del 2012 nelle tre città dei concerti della famosa cantante Faye Wong, molto influente in Cina e in tutta l’Asia, nelle città di Shanghai, Wuhan e Chongqing, dove realmente si è esibita tra il 2011 e il 2012. Queste città sono diverse ed uniche, Shanghai è vivace e alienata; Wuhan esuberante e vivace; Chongqing ci appare onirica e surreale. Ogni città e il modo con cui ci si muove, ha dichiarato Huo Xin, rappresenta un mondo, se Shanghai e la sua metropolitana rappresentano quello sotterraneo e infero; i traghetti di Wuhan o le funivie di Chongqing rappresentano il cielo, il Paradiso, i due protagonisti intraprenderanno un viaggio lungo il fiume che attraversa le tre città, lo Yangtze, come pesci che risalgano la corrente per giungere alla loro destinazione finale.
La scelta della regia è sempre a favore di immagini lucide con colori puri e brillanti, le inquadrature di campo largo o dall’alto riescono a farci sollevare lo sguardo verso quel paradiso che è oltre tutte le miserie umane, dove la vita di un essere umano è come un fuoco d’artificio che si spegne in pochissimi secondi durante i quali illumina il buio del cielo.
Bellissimi e convincenti i due protagonisti, Ni Ni e Zhou You, tra i giovani attori cinesi più richiesti del momento che hanno saputo incarnare la profonda connessione intima che vivono i personaggi da loro interpretati.
Nel film ci sono battute che colpiscono per il senso fatale e profondo come quella che pronuncerà Tai nel momento più drammatico: –Morire è come svanire nel nulla./L’importante è che qualcuno ti abbia amato-
Il film è una perla rara di poesia e bellezza che merita la visione e i premi ricevuti, è un cambiamento nel cinema d’autore cinese rispetto a ciò che lo spettatore occidentale è abituato, rappresenta l’emergere di una nuova brillante voce in quel panorama cinematografico.


