Dal 23 ottobre 2024 all’Istituto Cervantes a Roma

di Roberto Benatti

In occasione del centenario della nascita di Eduardo Chillida, uno dei più grandi scultori del XX secolo, l’Instituto Cervantes di Roma presenta la mostra personale “Eduardo Chillida” dal 24 ottobre 2024 all’11 gennaio 2025. Questa esposizione, curata da Javier Molins e promossa dal Museo Chillida Leku, offre un’opportunità unica di ammirare quarantuno opere, tra cui disegni, sculture e le innovative “gravitazioni” dell’artista basco, risalenti dal 1948 al 1997.

Una delle caratteristiche più affascinanti della mostra è il suo dialogo con l’arte del passato. Le opere di Chillida saranno esposte in una sala che consente un confronto diretto con i capolavori di Gian Lorenzo Bernini, creando un rimando tra due epoche artistiche distinte. “L’arte è sempre un dialogo con il passato,” sottolinea Molins, e questa mostra è un esempio perfetto di come le opere di Chillida possano interagire con quelle di un maestro barocco.

La mostra segna il ritorno di Chillida nella capitale dopo trentadue anni. Saranno esposte anche quattro opere che gli valsero il Premio per la scultura alla Biennale di Venezia nel 1958, tra cui il celebre rilievo Gesto, in prestito dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma. L’inaugurazione avrà luogo il 23 ottobre alle 18:00, un evento da non perdere per gli amanti dell’arte.

Eduardo Chillida, nato a San Sebastián nel 1924, ha dedicato la sua vita all’esplorazione della scultura. Le sue opere, presenti in oltre 20 musei nel mondo, sono conosciute per la loro capacità di fondere elementi naturali con materiali industriali, creando un dialogo potente tra l’artificiale e l’organico. Chillida stesso affermava: “Lo spazio è l’elemento più vivo di tutto quel che ci circonda. È come uno spirito.”

La mostra offre una retrospettiva sulla carriera artistica di Chillida, evidenziando i suoi disegni figurativi e le sue sculture. Tra i temi ricorrenti, le mani giocano un ruolo centrale, riflettendo la sua gioventù come portiere di calcio, attività che ha dovuto abbandonare a causa di un infortunio. Questo legame con il corpo e il movimento si traduce in opere che invitano a una riflessione profonda sulla forma e sul vuoto.

In particolare, le “gravitazioni” sono opere bidimensionali delicate, che utilizzano strati di carta sospesi per esplorare le qualità dello spazio. Queste opere rappresentano una nuova dimensione nella scultura, dove la stratificazione e la densità dei materiali creano una suggestione di profondità.

Chillida ha avuto un forte legame con l’Italia, e la Biennale del 1958 ha segnato una tappa fondamentale nella sua carriera. La mostra romana celebra questo riconoscimento, riproponendo opere che hanno segnato il percorso artistico dell’autore e che non mancheranno di stupire i visitatori.

Nel 2000, Chillida ha inaugurato il Museo Chillida Leku a Hernani, un luogo dove arte e natura si fondono in armonia. Qui, le sculture convivono con il paesaggio, creando un’esperienza immersiva per i visitatori. “Un giorno ho sognato un’utopia: trovare uno spazio dove le mie sculture potessero riposare e le persone potessero camminare tra di esse come in una foresta,” disse Chillida.

La mostra “Eduardo Chillida” all’Instituto Cervantes è un’opportunità imperdibile per esplorare il mondo di un artista che ha saputo unire radici profonde e un’apertura verso il mondo. Non perdete l’occasione di immergervi nella luce e nella forma di una delle figure più influenti dell’arte contemporanea.

https://roma.cervantes.es/it/default.shtm