Sala espositiva del Museo Venanzio Crocetti dal 20 al 25 Gennaio 2024
di Patrizia Cantatore
Sabato scorso, nel Museo Venanzio Crocetti in Via Cassia 492, si è tenuta l’inaugurazione di una collettiva di opere di studenti dell’Accademia di Belle Arti di Roma e di artisti ed artigiani diversamente abili.
Frutto di un Progetto patrocinato dall’Associazione Hermes 2000, Associazione Culturale senza fini di lucro costituitasi nel 1998 (tra i cui fini c’è lo sviluppo della cultura, del sociale, della solidarietà e del volontariato) l’esposizione ha l’intento di sottolineare l’importanza dell’educazione all’Arte, quale veicolo di condivisione e integrazione. Tema comune I Colori della Rinascita declinandoli secondo la sensibilità degli artisti. L’Arte, quale risorsa vitale sia per normodotati che per studenti con disabilità, lo spazio è allestito con opere frutto dell’estro creativo di studenti dell’Accademia di Belle Arti ma anche di artisti e artigiani fragili , alcuni che espongono per la prima volta.
Le opere mostrano le capacità e diversità creative, che vanno dal figurativo all’astratto, dalle tele che come una forza centripeta richiamano l’attenzione per essere osservate da molto vicino, a quelle che riescono ad essere apprezzate dalla distanza; da opere su cui la luce cade su particolari e sfumature delineandone il carattere, oppure sulla caratteristica di essere composizioni a tessere intercambiabili (che potevano essere ruotate o riposizionate). Sculture in mattoni o bronzo, quadri scultorei e ceramiche.
Molte sono le opere che ci colpiscono, in particolare quella dell’artista allievo Carlo Alberto Floridi dal titolo Porta Alchemica (Minio), un acrilico su tela (80×50).

Porta Alchemica (minio),
Acrilico su tela 80×50, 2023
Intervistiamo il pittore, allievo dell’Accademia:
Rispetto al tema della rinascita, il tuo quadro che cosa vuole comunicare? Il titolo della mostra è I colori della rinascita, io ho voluto portare il mio quadro Porta Alchemica o minio, inteso come minerale, sono partito proprio studiando la Porta Alchemica di Piazza Vittorio Emanuele a Roma, un ritrovamento storico datato 1680; si trattadi una delle cinque porte che facevano parte di Villa Palombara, dove il nobile Palombara si riuniva con la sua cerchia di alchimisti. La leggenda narra che uno dei suoi alchimisti trovando la formula di trasmutazione del piombo in oro sparì all’interno di questa porta lasciando una scia dorata. Io ho usato il minio come colore proprio per simboleggiare il piombo che in alchimia viene utilizzato come simbolo di trasmutazione, principio ripreso sia da Calvesi che da Jung, per spiegare, soprattutto Jung, il percorso di realizzazione personale.
Cosa significa per te questa porta? Questa porta per me simboleggia una trasformazione e una ricerca della perfezione, partendo dal minio, il piombo, per trasmutarlo in una plusvalenza, qualcosa in più che in alchimia rappresenta l’oro, così come per un artista la trasformazione da una tela bianca ad un’opera assume valore artistico e anche personale, una crescita personale interna.
Puoi spiegarci la tecnica che hai utilizzato per realizzare la tua opera? Ho usato principalmente la manipolazione, intesa anche da un punto di vista performativo, in quanto ho usato le mani e i piedi, proprio intendendo sottolineare il percorso di realizzazione personale ed artistico simboleggiato dai passi, un passo dopo l’altro.
Che sensazione hai provato utilizzando parti del tuo corpo per realizzare l’opera? È stata una scoperta casuale, tre anni fa, mentre lavoravo ad un quadro, sbagliando un lavoro, in un momento di rabbia e frustrazione decisi di rovesciare tutto il colore sulla tela e ci camminai sopra, da lì mi resi conto il giorno dopo, che veniva fuori un motivo particolare e ho deciso di iniziare questa ricerca che mi ha portato a questo quadro che potrebbe portarmi anche ad intraprendere un progetto più grande sulla Porta Alchemica.

Acrilico su tela 100×120 Cm
Anno 2021
Durante l’inaugurazione il prof. Eclario Barone, intervenuto insieme agli allievi in mostra, ha spiegato che in Accademia insieme agli allievi, si sta portando avanti un percorso che attraverso la curiosità, il mettersi in gioco, sia nei tanti corsi che gli allievi frequentano in Accademia che nelle varie esperienze espositive, permette loro di rendersi conto di quanto il mondo dell’arte sia sempre più vasto. “Il mondo del colore – ha poi sottolineato il professore – è un universo, non ho dovuto dare indicazioni troppo precise su cosa fare, ognuno ha il proprio colore, da portare avanti, da sviluppare, questa non è che una tappa su cui lavorare e continuare a elaborare”.
Un esempio di eccellenza l’Accademia di Belle Arti di Roma, così come l’iniziativa di questa esposizione in un Museo poco conosciuto ma degno di nota e da visitare, per riscoprire uno scultore e bronzista, Venanzio Crocetti che lavorò moltissimo in Vaticano.
Sala delle Esposizioni del Museo Venanzio Crocetti, Via Cassia 492
Aperta da Lunedì a Venerdi:
dalle11-13 /15-19
Sabato 11-19








