di Pawo Choyning Dorji – Cast: Tandin Wangchuk, Deki Lhamo, Pema Zangmo Sherpa, Tandin Sonam, Harry Einhorn, Choeying, Jatsho, Tandin Phubz, Yuphel Lhendup Selden, Kelsang Choejay
di Patrizia Cantatore
Il film è ambientato nel 2006, quando il re del Buthan decide di abdicare per avviare la transizione verso l’elezione democratica di un leader, per la prima volta nella storia di questo paese. Per insegnare alla popolazione, molto pacifica che non conosce i meccanismi del voto, la burocrazia si muove per raggiungere le aree rurali e convincere la popolazione ad iscriversi nelle liste elettorali e fare una simulazione di voto.
Per il paese la modernizzazione passa attraverso le tv, i programmi occidentali trasmessi e un nuovo canale del Buthan, la narrazione si snoda seguendo il lavoro degli addetti alla preparazione di questa simulazione e i leader che li rappresentano, tre partiti distinti da tre colori. La popolazione si divide tra l’uno e l’altro schieramento, inseguendo un modello di emancipazione competitivo che però non gli appartiene, che non ha precedenti in una tradizione che vive in una armonia inalterata, la novità crea attriti all’interno delle famiglie che per motivi di interesse appoggiano l’uno o l’altro leader.
In tutto questo, si inserisce la storia del monaco con il compito di portare al Lama un’arma qualsiasi e, allo stesso tempo quella di un americano aiutato da un locale, sta cercando di acquistare un fucile della guerra di indipendenza americana rimasto sorprendentemente intatto nelle mani di un butanese. Il racconto diventa via via sempre più bizzarro, tra cerimonie religiose eccentriche ed un percorso che si fa umoristico e sorprendente come solo la realtà riesce ad essere.
Il regista Pawo Choyning Dorji già apprezzato fotografo prima di debuttare alla regia con Lunana – il villaggio alla fine del mondo che nel 2019 entrò nella cinquina dei candidati agli Oscar, ha coinvolto un paese intero Ura e i suoi abitanti, per raccontare la loro inclinazione pacifica che pur accettando a malincuore il cambiamento, si fa guidare dalla tradizione religiosa per mantenere una continuità e l’unità comunitaria, ripudiando i simboli del mondo occidentale, ossia le armi e il narcisismo. Un film che ispirante.
