di Roberto Benatti
Un gesto pittorico, un gesto creativo di disporre dei fiori nella ricerca di un processo di evoluzione, non stiamo cercando un risultato, ma di raggiungere una sorta di vuoto creativo. Così appaiono i tre ikebana esposti in una poesia di curve, intrecci e riciclo di materiali, a cui viene ridata nuova vita.
Ci vuole un fiore, anzi un ikebana ispirato, per celebrare i 60 anni dell’Istituto Giapponese di Cultura. Focus su 24 opere, a cominciare da Iris di Yamaguchi Hōshun e Zucca di Kusama Yayoi, per percorrere soavemente sessanta anni e più di vita e cultura del più giovane istituto della Valle delle Accademie, ovvero Valle Giulia a Roma. A corredo, foto e documenti d’epoca sui primi passi, il modello originale di edificio e giardino e gli ikebana delle tre scuole Ikenobo, Ohara e Sōgetsu che trarranno ispirazione dalle opere in mostra, a firma dei maggiori artisti moderni e contemporanei del Giappone, come Munakata Shikō, Ikeda Masuo, Dōmoto Inshō, Yokoo Tadanori, Lee U Fan e Teshigahara Sōfu.
