IL PROFESSORE E IL PAZZO

Il Professore e il pazzo è un film del 2019 tratto dal romanzo “L’assassino più colto del mondo” di Simon Winchester.

I diritti del romanzo furono acquistati almeno vent’anni prima da Mel Gibson, che nel film di Farhad Safinia interpreta Murray.

La storia narra le vicene di James Murray (1837-1915) un eccentrico professore di grammatica poco convenzionale di Oxford, mal visto dagli accademici poiché non aveva nessun titolo onorifico ma tanta passione per la linguistica. In gioventù Murray compì degli scavi in siti archeologici vicino al Vallo di Adriano, una fonte inesauribile di antichità sepolte, qui per esercitarsi tenterà di insegnare alle mucche di rispondere ai richiami in latino. Murray memorizzerò centinaia di frasi in lingua rom, parlata dagli zingari di passaggio, nonostante tutta la sua volontà nella padronanza della filologia, il British Museum rifiuterà una sua domanda d’impiego. Sarà solo grazie all’amicizia con un matematico del Trinity College di Cambridge e il famoso fonetista Henry Sweet, (lo stesso a cui si ispira Bernard Shaw per My Fair lady), che l’appassionato dilettante si trasformerà in un serio studioso che nel 1878 verrà incaricato dall’Oxford University Press di redarre il Dizionario Inglese.

James Murray il Professore

Una storia vera quella dell’Oxford English Dictionary e del suo redattore/compilatore che si incrocia con quella di William Chester Minor, un medico americano che nel suo passato ha una estrema curiosità intellettuale che lo aveva portato ad impadronirsi da autodidatta di più di venti lingue antiche e moderne, dialetti compresi. Nella sua vita però, la sua esperienza di volontario per la Guerra di Secessione, tra le file nordiste e testimone della sanguinosissima battaglia di Wilderness (1864) lo segnerà profondamente nella mente e lo porterà ad essere condannato per omicidio e ad essere rinchiuso nel manicomio di Bradboor.

I due si incontreranno grazie all’annuncio di Murray che nel 1880 con un opuscolo, si rivolse a tutti i sudditi dell’Impero di ogni classe sociale per comunicare la disponibilità a lavorare al nuovo dizionario in maniera volontaria. Il professore suggeriva i libri da leggere e sul modo di comporre le schede: la costruzione del dizionario doveva essere basata su rigidi principi storici e descrittivi, e ogni definizione doveva essere accompagnata da un esempio, inclusa la data di utilizzo.

La svolta avverrà quando Minor troverà l’appello di James Murray in un libro.

Il film ha il pregio di riuscire a narrare con delicatezza, passione e coinvolgimento la storia di una sfida, di un’amicizia, dell’amore per la letteratura, per la lingua e la sua capacità di acquisire sempre nuovi lemmi, di trovare declinazioni e variazioni sempre diverse, frutto della mescolanza, del desiderio dell’uomo di lasciare un segno tangibile del suo passaggio. Eppure, anche una storia di redenzione, di riconciliazione, in deroga al principio imperante della Vendetta senza appello, che si dimentica del peccatore e della sua anima ma anche della vittima e della sua rabbia. La giustizia umana non è sufficiente a ripristinare l’equilibrio, occorre ricongiungere i lembi dello strappo, ritrovare pace e accettazione.

William Chester Minor

Le immagini riescono a catapultarci nell’Inghilterra di inizio secolo, la Londra della fine del milleottocento, dove i colori dominanti sono il grigio fango, il rosso sangue ma anche il verde dei prati e della speranza.

Le vicende hanno il pregio di volerci mostrare come la vera giustizia si fa strada fra gli uomini e come la vendetta, contrariamente a quanto si crede, non riesca a ricucire nulla, perché dissolvere l’esistenze del peccatore non ripaga della mancanza. Rabbrividisce lo spettatore con la rarefazione e dissoluzione dell’esistenza che si mette in atto nell’ospedale psichiatrico.

Eccellenti prove d’attore per Sean Penn nei panni di Minor e Mel Gibson in quelli di Murray.

Un film da vedere****

Su Prime ed altre piattaforme.

Patrizia Cantatore