Disponibile su piattaforma prime il film di Francesco Costabile.

Il lungometraggio presentato alla Berlinale 2022, è una storia quasi horror ambientato in una zona remota della Calabria.

Il film è l’esordio di Francesco Costabile nel lungometraggio che lo dedica a tutte le femmine ribelli.

Presentato nella sezione Panorama di Berlino 72, è la storia di Rosa – l’esordiente e intensa Lina Siciliano  – che rappresenta tutte le donne incastrate in un destino famigliare ‘ndranghedista.
Ispirato a Fimmine ribelli. Come le donne salveranno il paese dalla n’drangheta di Lirio Abbate che firma il soggetto del film con Edoardo De Angelis, il film prende spunto dalle storie vere di donne che hanno rifiutato una condizione di sudditanza pagando caramente il prezzo per una libertà loro negata. È un film violento, intriso della crudele spietatezza con cui è ritratto l’ambiente sociale che non risparmia neppure i figli dall’orrore. La prima sequenza, volutamente sfocata come i ricordi della protagonista – è ispirata ad una vera intercettazione – mostra come una madre mette in trappola sua figlia, giocando sul senso di colpa e sull’amore di questa per la sua bambina.
Lina Siciliano – attrice esordiente di Cariati (Cs), interprera una sedicenne ingabbiata all’interno di una famiglia patriarcale e rurale della Calabria ‘ndranghetista. Un mondo in cui il silenzio e l’omertà sono il pane quotidiano e chi si oppone, viene fatto tacere come è accaduto alla madre di Rosa quando lei era solo una bambina. Un  trauma rimosso che prepotente riemerge nella coscienza spingendola alla vendetta. Una Femmina è il risveglio per la vendetta ma anche poi di una rinascita vera.
Il regista con macro inquadrature e scene che giocano sull’orrore declinato in una parvenza di normalità, ci trascina nel limbo infernale in cui le femmine rappresentano icone della complicità e del dolore. Solo oltrepassando il dolore, prendendo le distanze dalla violenza come sistema di ribellione le donne possono portare avanti la loro lotta per le loro figlie e figli.

Intenso, cupo, stringe in un pugno d’orrore il petto ma ci permette di capire le contraddizioni di un mondo che solo chi ha contribuito a creare può disfare.

Patrizia Cantatore