Di Roberto Benatti

Lo scrivano del celebre scrittore newyorkese Herman Melville va in scena al Quirino.

La voce narrante dello spettacolo è il proprietario dello studio legale in cui Bartleby lavora. Il padrone è un avvocato sulla sessantina, gentile e onesto. Siamo in un ufficio di Wall Street dell’America dell’Ottocento. L’avvocato mette subito in allerta lo spettatore riguardo al resoconto su Bartleby, che viene definito “fra tutti gli scrivani fu il più strano che io abbia mai visto o di cui abbia sentito parlare”.

Bartleby è effettivamente un giovane atipico. Viene assunto per la sua innata capacità di copiare complicati documenti forensi e per la sua taciturna educazione. Nel suo angolino, lo scrivano passa tutto il giorno a scrivere e a riscrivere, fermandosi solo per sgranocchiare qualche biscotto allo zenzero. Arrivano poi le incomprensioni e le riflessioni, le risposte spiazzanti del nostro Leo Gullotta, calato in modo saggio nel personaggio con una scenografia di grande effetto storico.

Lo spettacolo è dedicato all’alienazione da lavoro. Mi spiego meglio. Bartleby è impiegato in una mansione disumanizzante: passa ore e ore a leggere e a copiare documenti legali in uno spazietto claustrofobico. Lo scrivano è anche privato del panorama della sua finestra, che consiste in un muro impenetrabile. Il lavoro di Bartleby è usurante, direi quasi un impiego mortale.

Melville da grande intellettuale ci fa riflettere sugli effetti dei lavori estenuanti nella società moderna già nel 1853: un tema ancora attuale nelle nostre democrazie occidentali. D’altronde la fame o la schiavitù, come nell’800 a oggi, è la condizione primaria dell’impiego medio. Ah che umanità ferita.

www.teatroquirino.it

BARTLEBY LO SCRIVANO

Con Leo Gullotta

di Francesco Niccolini

liberamente ispirato al racconto di Herman Melville

con

GIULIANA COLZI   ANDREA COSTAGLI   DIMITRI FROSALI

MASSIMO SALVIANTI   LUCIA SOCCI

scene Sergio Mariotti

costumi Giuliana Colzi

luci Marco Messeri

regia EMANUELE GAMBA
(recupero stagione 2019/2020)

personaggi e interpreti in ordine di apparizione

Rita / Giuliana Colzi

Turkey / Massimo Salvianti

signorina Ginger / Lucia Socci

l’avvocato / Dimitri Frosali

Nippers / Andrea Costagli

Bartleby / Leo Gullotta

Lo spettacolo ha una durata di 80 minuti senza intervallo