MONZA Leogalleries 21 ottobre/ 11 novembre 2021
Leogalleries, via De Gradi 10, Monza Orari di apertura: mar-sab 10:00/13:00 – 15.00/19.00
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DINAMISMO DI UN CANE SENZA GUINZAGLIO
Il passato e il presente, l’arte di fine Ottocento e la tecnologia contemporanea.A farsi ponte e mediatore tra due sponde apparentemente lontanissime èNicolò Tomaini, artista lecchese, tra i protagonisti della Biennale Giovani 2021.A lui la LeoGalleries dedica una personale speciale, mettendo in mostra opere deimaestri del Futurismo e le sue riflessioni alla ricerca della memoria.Si intitola “Dinamismo di un cane senza guinzaglio” l’allestimento proposto dal 21ottobre all’11 novembre.
Un titolo provocatorio e ironico al tempo stesso, che richiama il lavoro di Giacomo Balla, reinventandone però l’esito finale. «È un legame concettuale quello cheunisce i futuristi e Tomaini – spiega Maurizio Scudiero, curatore della mostra -.I futuristi esaltavano la potenza delle macchine, oggi l’uomo è diventato unaprotesi, spesso suo malgrado, delle macchine. I lavori di Tomaini suggerisconouna riflessione nuova sull’oggetto quadro, facendo emergere nuovi significati, inaspettate riletture».
Tomaini manipola, smantella e reinventa opere originali, quadri del Sette e Ottocento. Li taglia, li riassembla, riscrivendoli in una nuova e attuale dimensione.
Quattro le serie esposte. Tra le quali: “Caricamento di immagine” dove l’oggetto tecnologico fa da filtro, congelando l’immagine nuova in un eterno a mai compiuto caricamento. «Prediligo le figure umane, perché riescono a mantenere un senso di inquietudinedopo che le ho rielaborate. Amo molto la ritrattistica borghese di fine Ottocento,che propone figure severe, ieratiche, solenni», aggiunge l’artista. La serie “Silicio”richiama un distopico futuro nel quale l’uomo stesso diventa obsoleto rispetto allemacchine. Tinformatica che entranella realtà fisica del quadro destrutturandone l’essenza.
All’origine di questa riflessione ci sono i dipinti su tablet che l’artista ha iniziato arealizzare su autentici supporti informatici, già cinque anni fa, «per riportare la pittura in un contesto attuale, su un supporto conosciuto da tutti».
A unire il passato moderno dei futuristi era il mito della velocità, quello stesso mito che Tomaini ripropone attualizzandolo, in una visione originale e disincantataomaini scrive sulle tele il codice sorgente, una sequenza .
Nicolò Tomaini nasce a Bellano (LC) il 23 settembre 1989. Frequenta il Liceo Scientifico A. Volta a Lecco e la facoltà di Lettere a Bergamo. Si affaccia al mondo dell’arte contemporanea da autodidatta realizzando i primi lavori nel 2010. Vive e lavora a Lecco.
