Un cenotafio del VI sec.a.C.al Foro Romano
Di Roberto Benatti
A distanza di circa un anno dall’avvio degli studi sulla documentazione prodotta da Giacomo Boni all’inizio del ‘900, che aveva consentito di immaginare la presenza nel Foro Romano, a pochi metri dal Lapis Niger e dal Comizio, di un santuario monumentale dedicato al fondatore della città di Roma, le indagini archeologiche programmate dal Parco archeologico del Colosseo sono iniziate sotto buoni auspici.
È infatti riemerso accanto al complesso della Curia-Comizio, luogo di riunione della gente patrizia romana, per discutere sulle decisioni di Roma, un ambiente sotterraneo con all’interno un sarcofago in tufo di circa m 1,40 di lunghezza, associato ad un elemento circolare, probabilmente un altare. Il sarcofago è stato scavato nel tufo del Campidoglio e dovrebbe pertanto risalire al VI sec. a.C.
Il contesto ubicato al di sotto della scalinata di accesso alla Curia, realizzata negli anni ’30 del secolo scorso da Alfonso Bartoli, risulta evidentemente preservato per il suo stesso significato simbolico dalla sovrastante Curia e coincide con quello che le fonti tramandano essere il punto post rostra (dietro i Rostra repubblicani) le tribune nel Foro Romano dalle quali i magistrati tenevano le orazioni.
Nel luogo dove si colloca la sepoltura di Romolo (secondo la lettura di un passo di Varrone da parte degli Scoliasti di Orazio, Epod. XVI). Non è un caso che in asse con l’ambiente sotterraneo si trovi il Lapis Niger, la pietra nera indicata come luogo fatale perché correlato alla morte di Romolo.
I dati raccolti consentiranno di dare nuova luce alla storia di Roma, di comparare le scoperte già effettuate e di arricchire la conoscenza e la cultura archeologica. Al massimo nel prossimo anno, l’area antistante verrà liberata e resa fruibile al pubblico.
La fruibilità richiederà un lavoro ingegneristico complesso.
L’idea è quella di realizzare: un accesso, una vetrata a protezione, un progetto didattico e un pavimento sospeso per favorire il camminamento. ( come per esempio quello realizzato nelle tombe di Tarquinia).
Finiti gli scavi stratigrafici, arrivando al livello vergine, la datazione precisa sarà documentata.
Una buona notizia: si avvierà il restauro dell’arco di Settimio Severo e finiti gli scavi stratigrafici si potrà immaginare un ulteriore avanzamento per raffrontare elementi del passato e scoperte nuove.
Un foro romano sempre più ricco di spunti di conoscenza per l’umanità.
