Giorni ultimi di Angelo Morbelli è considerato il primo lavoro che l’artista realizzò all’interno del Pio Albergo Trivulzio di Milano.Descrizione di Giorni ultimi di Angelo Morbelli

All’interno di uno dei grandi locali del Pio Albergo Trivulzio di Milano molti anziani sono seduti su panche disposte su file ordinate. Ogni anziano è rappresentato con un particolare atteggiamento. Qualche ospite posa la testa sul banco e dorme, qualcun altro poi sembra pregare. Alcuni, invece, leggono mentre altri osservano intorno. Gli ospiti sono tutti vestiti con abiti e cappelli neri.

I lunghi banchi di legno sono ordinati per file. L’unica comodità è rappresentata da un lungo cuscino posto sul sedile. Lo stanzone è ampio e molto alto. Le pareti sono spoglie e al fondo si nota la grande stufa che riscalda l’ambiente. Inoltre, dal soffitto pendono le lampade che illuminano la sala. In alto, si intravede il soffitto in legno a travate. Infine, sulla parete, a destra, si apre una grande porta a vetri.Interpretazioni e simbologia di Giorni ultimi di Angelo Morbelli

A partire dal 1880 Angelo Morbelli si interessò al mondo dei contadini e dei poveri. I soggetti preferiti dall’artista non furono i protagonisti del sottoproletariato urbano come nel caso di Giuseppe Pelizza da Volpedo. Piuttosto, si avvicinano alle figure della contemporanea letteratura verista. Infatti, nei suoi dipinti Morbelli partecipò al dolore di giovani e vecchi dipingendo atmosfere intime e pessimiste, a volte romantiche.