di Patrizia Cantatore
Misantropo di Molière
al Teatro Ambra Jovinelli dal 13 al 24 marzo
All’Ambra Jovinelli questa sera la prima del Misantropo di Molière con Giulio Scarpati, Valeria Solarino, Blas Roca Rey, Anna Ferraioli, Matteo Cirillo, Federica Zacchia, Mauro Lamanna, Matteo Cecchi.
Il pregevole allestimento di Nora Venturini tenta di tenere insieme la Misantropia dei personaggi tra ieri e oggi, con costumi e scene che ben si adattano al 700 ma anche ai nostri tempi, coniugando stranezze e velleità di ieri e di oggi.
Gli attori danzano sulla scena tutte le tipologie umane, mostrandocele come fossero l’immagine della società riflessa nello specchio centrale che, come una porta girevole di un negozio delle vanità, diventa l’immagine umana, così grande a sottolinearne il narcisismo.
Tutti recitano una parte, incapaci di mostrare il proprio volto e allo stesso tempo incapaci di sostenere l’unico sguardo che non vuole piegarsi alle convenzioni e nemmeno all’amore.
Giulio Scarpati interpreta con veemenza Alceste, le sue ritrosie, gelosie, il suo desiderio di pretendere sacrifici dalla donna amata senza essere disposto a sacrificare la sua immagine integerrima sull’altare dell’amore.
Valeria Solarino si muove bene nei panni della donna che attira gli sguardi su di sè senza disdegnare il piacere delle macchinazioni e della burle ma, mostrando nel momento della verità il timore delle donne dalla notte dei tempi: temere che l’amato si trasformi nel proprio carceriere.
L’incapacità di superare il proprio narcisismo e la paura andando incontro all’amato, è il vero male di ogni secolo, tanto più del nostro nel quale la comunicazione, nonostante la tecnologia, è sempre più rarefatta ed impedisce a molti di saper godere di un sentimento che rende la vita degna di essere vissuta.
Uno spettacolo senza pause, che ha sapientemente dosato il comico, la farsa e il tragico con caratteristi che hanno svecchiato le maschere settecentesche della commedia di Molière attualizzandole, senza mai annoiare, permettendoci una riflessione dolce amara sulla realtà.
