di Patrizia Cantatore

Dal 22 marzo al 26 agosto 2018 nella bellissima cornice del Chiostro del Bramante, in collaborazione con la Tate Britain di Londra, si apre una monografica dedicata a uno dei massimi esponenti della pittura inglese:  Joseph Mallord William Turner.

La mostra, curata da uno dei massimi esperti del pittore David Blayney Brown, riporta a Roma dopo circa 50 anni il “pittore della luce” ed è un’occasione unica per ammirare un percorso personale e professionale di un artista il cui contributo ha avuto importanti conseguenze per la storia dell’arte.  Fu ispiratore delle correnti impressionistiche, espressionistiche e surreali che, dopo di lui,  non potranno dimenticare la lezione sulla luce e i colori; su una natura ritratta “en plain air” come poi diverrà la regola per i paesaggisti e sull’evocazione di un sentimento, quasi un trascendere attraverso la pittura, della natura ritratta.

La mostra si divide in sei sezioni tematiche e consta di circa 90 opere, tra acquerelli, disegni, album, oltre a una selezione di olii, per la prima volta esposti in Italia. Le opere sono state selezionate dal vastissimo lascito che comprende circa 30.000 lavori cartacei, 300 olii e 280 album da disegno ognuno dei quali è di circa 250 disegni di cui alcuni acquerellati, conosciuto come “Turner Bequest”, donato alla Gran Bretagna cinque anni dopo la morte dell’artista nel 1851 e conservato presso la Tate Britain.

Questo corpus di opere sono quelle realizzate per il “proprio diletto” come ebbe a dire il critico John Ruskin e non destinate alla vendita, è quindi una collezione unica che permette di ammirare opere nelle quali Turner era libero di sperimentare, di osservarne la qualità ma anche gli avanzamenti che raggiunse attraverso la ricerca di nuovi soggetti.

La mostra ripercorre tutta la produzione ad iniziare dal periodo in cui era disegnatore di soggetti topografici e architettonici fino allo sviluppo di uno stile personale, incentrato su una gramma straordinaria di elementi iconografici e stilistici, dove la luce domina e illumina i colori, trasmette sentimenti.  Occasione straordinaria, così come espressamente dichiarato dal suo curatore,  di poterci collocare in uno spazio senza tempo come fossimo alle spalle dell’artista mentre dipinge, osservando il suo processo creativo. Poterci immergere nel privato, nell’intimo e apprezzare un pittore che non sembra affatto essere vissuto nell’800, ma anzi sembra un pittore moderno, perché la caratteristica delle sue opere è di trascendere il tempo nel quale sono state dipinte e proiettarsi in un tempo indefinito.

Turner è quindi un artista fuori dal tempo che parla a tutti i tempi e a tutti gli artisti.

Lo scopo è quello di far apprezzare al pubblico romano di oggi un autore che visitò Roma, Venezia, Napoli e l’Italia durante diversi viaggi nel 1802, 1818 e il 1828 che subì la fascinazione del nostro paese e di questa città Roma e della sua luce, dei suoi colori. Fu proprio durante l’ultimo suo viaggio che organizzò un esposizione delle sue opere in un locale in Piazza Mignanelli ma, non fu ben accolto dagli altri artisti dell’epoca, soprattutto tedeschi, che avevano una visione più storicistica dell’arte non accettando il carattere innovativo di Turner (in mostra si può ammirare un dipinto vista Foro proprio di questa esposizione).

Procedendo lungo il percorso mostra ci è evidente come l’artista via via si svincola sempre di più dalla rappresentazione oggettiva, dalla veduta: i suoi paesaggi diventano pure variazioni di colori in cui si distingue un punto di fuga visivo, ma che non è prospettico. Con il tempo, le sue opere acquistano sempre più un carattere astratto: le forme si dissolvono, gli spazi cessano di essere percepibili; i colori accrescono il valore emotivo e hanno una valenza espressiva; la luce confonde cielo e terra anziché definire lo spazio; il punto di fuga è un punto luminoso -spesso nel cielo- che guida lo sguardo, man mano meno riconoscibile con la maturità della sua opera.

Il finito, dunque,  si risolve in infinito.

Il tutto utilizzando una tecnica che inizialmente stende il colore in modo liquido e diluito e poi in seguito viene steso in continue sovrapposizioni, con pennelli ma anche strumenti diversi e innovativi (spugne, spatole, dita), ecco che il colore diventa materico, grumoso anche se conserva uno studio accurato e definito, ad esempio per rendere l’idea del vortice nei suoi dipinti, utilizza la rotazione soprattutto nella rappresentazione delle tempeste ma, un po’ in tutte le ultime tele ritroviamo forme circolari,  procede così in un’astrazione sempre maggiore e quasi profetica del futuro della storia dell’arte.

Anche i soggetti mutano, dalla rappresentazione di paesaggi naturali immersi nella profonda e serena quiete, fino alla natura sconvolta; non si contenta più di catturare la statica bellezza del paesaggio, ma cerca strumenti per esprimere il sublime nell’aspetto più devastante quale incontrollabile potenza naturale, ponendosi quello che sarà sempre più il problema degli artisti e, cioè, di come esprimere il loro pensiero scegliendo la tecnica da utilizzare per ogni determinata idea.

Una mostra che si attendeva da molti anni, soprattutto dopo aver ammirato i bellissimi scorci del film di Mike Leigh su Turner,  per ammirare quello che viene considerato il Padre dell’Arte Moderna, dopo Roma, la mostra andrà a Buenos Aires e a Parigi.

Segnaliamo inoltre, “Diluvio di Luce “ Visita didattica teatrale che Dart &Zeranta Edutainment srl organizza per adulti e ragazzi  per esplorare le tappe principali della vita dell’artista e del suo tempo seguendo il percorso delle opere esposte. Alla narrazione vi sarà un elemento in più: ogni spettatore sarà dotato di cuffie stereofoniche da Silent Party che consentono di ascoltare musica e audio in alta qualità. Il pubblico potrà così apprezzare sottofondi sonori, ambientazioni, brani di musicisti dell’epoca. Musica e luce, oltre le storie, i versi e gli aneddoti raccontati dal vivo dagli attori guida. Unendo l’esperienza visiva a quella uditiva, lo spettatore vivrà un viaggio sensoriale unico che lo avvicinerà in modo totale al mondo dell’artista.

 

TURNER Opere della Tate
a cura di David Blayney Brown
22 marzo > 26 agosto 2018
Chiostro del Bramante, Roma
Via della Pace
aperto tutti i giorni:
lun – ven 10.00 > 20.00
sab – dom 10.00 > 21.00
(la biglietteria chiude un’ora prima)
Info: http://www.chiostrodelbramante.it